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ROMA 13/05/2008 - SEDUTA CAMERA DEI DEPUTATI - BERLUSCONI INVIA UN BIGLIETTINO GALANTE AL NEO DEPUTATO NUNZIA DE GIROLAMO -

Questo magazine – in estrema sintesi – nasce dagli sviluppi delle concordanti risposte ad una domanda che, a porte chiuse, un giorno di alcuni anni fa venne posta ad alcuni colleghi giornalisti. Un quesito che, successivamente, ci siamo trovati a girare e riproporre anche ad alcuni editori esteri, nell’intento di verificare un sospetto fastidioso. E cercare, qui e là, forti come vaghe, conferme o smentite. Così, senza una successione logica, in un susseguirsi di eventi tra loro casualmente connessi, abbiamo iniziato, ognuno di noi, a chiedere ad alcuni editori di magazine, giornali e web-zine affermati nei diversi settori il loro parere. Editori che trattano giornalmente anche temi sociali e politici dal forte impatto. Abbiamo così provato, quando possibile, a sottoporre loro una domanda a bruciapelo. Una domanda fastidiosa e sfacciata, quella delle “cento pistole”, ovvero quella che giunti a quel punto più di tutte ci stava particolarmente a cuore. E abbiamo atteso immediatamente in assoluto silenzio, pronti a percepire sia quegli sguardi vaghi apparentemente distolti altrove, come tutte le esitazioni, gli imbarazzi, i momenti di silenzio e tutto quello che poteva anticipare una risposta, credibile o meno, diplomatica come diretta. 

  “Sceglierebbe un giornalista italiano per dirigere un suo giornale?” 

Purtroppo la risposta  – tanto vale dirlo subito –  ha confermato quanto attuali fossero le nostre preoccupazioni. Tra sorrisi, attestazioni di apprezzamento personale verso l’intervistatore come premessa e obbligato distinguo, ecco che il più delle volte questa domanda ha fatto registrare momenti di imbarazzo, con risposte quasi sempre non esaltanti per la categoria.

In sintesi, le uniche possibilità che ci venivano concesse riguardavano aree tematiche ben distinte. Laddove la pubblicazione da affidare fosse stata riferimento di settori come moda, spettacolo e  cultura, nessuna pregiudiziale. Questo si è verificato anche laddove una eventuale direzione avesse riguardato prodotti editoriali dedicati all’agonismo o alle discipline sportive, pur con qualche motivatissima eccezione. Muro eretto e cancello sbarrato, invece, per un prodotto editoriale di attualità, specie se con ampi spazi dedicati all’approfondimento politico. Per questo tipo di prodotti, ci è stato sempre risposto, in Italia si è soliti rivolgersi ad un candidato alla direzione già noto nell’ambiente di riferimento. Pertanto, in sintesi, tutti i giornalisti che si occupano di quei temi non possono garantire obbiettività, perché nati e cresciuti professionalmente in ambienti permeati da livelli di etica diversi. Impossibile, pertanto, non vedere in questa bocciatura una sorta di epitaffio dell’etica e della imparzialità. Una evidente limitazione per ogni legittima aspettativa…

Italian4journalist’s MagZine nasce così, da tutto quello che questa amara constatazione ci aveva lasciato dentro. All’estero, specie sui temi sociopolitici, ci vedono come dei microfoni o delle penne a comando. Davanti a questo mesto risultato, che confermava quanto questa professione potesse essere valutata al ribasso, abbiamo tentato di dare voce ad un piccolo tentativo di riscatto.

Da leve emotive come queste è nata questa iniziativa editoriale indipendente. E’ nata, in estrema sintesi, dal desiderio di un piccolo gruppo di giornalisti italiani abituati da anni a trattare temi di politica, società, tecnologie e media. Il nostro tentativo era e resta ancora oggi ambizioso e anche utopico, ma qualcuno ci ha confortato ricordandoci che si vive anche di speranze.  E così abbiamo pensato di realizzare uno spazio critico e apartitico, per riscattare, pur con tutte le limitazioni di diffusione di un’iniziativa del genere, una bocciatura sistematica che brucia. Con l’idea di mettere a disposione di chiunque desideri portare il suo qualificato contributo uno spazio critico e imparziale, al fine di tentare di riscattare un’immagine del giornalismo economico, sociale e politico italiano fatta di subordinazione e silente qualunquismo verso l’editore o il potente di turno che, purtroppo, sempre più sembra permeare e minare questa professione, come – ma è forse superfluo aggiungere – ampi strati della società cosidetta civile.

Nelle nostre intenzioni, pertanto,  l’idea non aleatoria di fornire uno strumento di informazione corretto e paritario, una sorta di Agorà da utilizzare per ogni confronto e   dialogo. Nelle intenzioni quasi inconfessabili, invece, l’idea di suscitare sentimenti di repulsione verso la massificazione e il qualunquismo, nel tentativo di dare vita a un risorgimento di valori etici e sociali condivisi, il cui basso livello percepibile oggi ci allontana da molti dei paesi europei, anche da quelli il cui ingresso nella comunità europea è, in ragione delle loro fragili democrazie, molto recente. Il tutto con l’umiltà di chi ogni mattina si sveglia pensando a quante cose, anche dopo anni di questo bellissimo lavoro, ha ancora ogni giorno da imparare.

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This magazine was created by the development of a query placed between journalists. A question that, behind closed doors, one day was put to some colleagues. A question, then, we had to shoot it and relive some foreign publishers. The aim was to test a nagging suspicion. And then look here and there, to have confirmation or denial. So, without a logical but following a series of events related to each other by chance, we started, everyone for themselves, to ask a number of magazine publishers, newspapers and web-zine established in the field. For these publishers, which of course is ever important social issues and political impact, we tried to submit an application blank. A question that was particularly concerned. And, also reported as the moments of silence in some cases the anticipated response, we humbly put into play …in recent months we had to turn to some foreign publishers in order to get confirmation or denial. For a lot of  small publishers, editors that have in their portfolio product of publishing really known and feared, editor that – of course – dealing with issues important to social and political impact, we tried to put a strong question point-blank. A question that we having very much in our heart, also reported like significative elements of evalutation every  moments of silence, in some cases anticipated at the suffered answer …

That’s the hot question: Choose an Italian journalist to direct his newspaper? The answer, arriving to us after smiles and even among many distinctions, was almost always negative. That’s really a bad news!

In summary, the only possibility that we were granted could be relative and concerned to separate areas, without stop and “no rulling” where the publication had been entrusted by reference in the fashion, entertainment and – within certain limits – culture. Clearly, much appreciated even the possibility of an italian direction of  products dedicated to competition and sport. No ruling for politics or economy magazines. Impossible, therefore, do not see in this selective barrier a kind of epitaph about a rejection of ethics and impartiality. For those editors, an Italian direction could have a risk to lost indipendence. We confess that a slap would give us less pain…

Well, Italian4journalist’s magzine born to try and build a little magazine focused with a different point of view. That is a publishing independent initiative (without banners and Adv) than born from the desire of a group of Italian journalists. Journalist with a good expertize in politics issue, in social matter, in technologies and media. Journalists aimed to create a critical and non-partisan magazine, to despite all the limitations of diffusion of a ‘such’ initiative, like a rejection of systematic burning. With the idea to put at disposal of anyone that wishing to bring his contribution to a critical space. A space qualified and impartial in order to redeem groped for an image of journalism done by the Italian political subordination and silent indifference to the editor or the powerful shift , which increasingly seems to permeate and undermine the profession, as large sections of the so-called civil society.
It is our intention, therefore, the idea of non-random to provide a means of correct and equal information, like to buid an imaginary ‘agora’ for debate and dialogue. In almost incofessable intentions, however, the idea of arousing feelings of revulsion toward the massification and indifference in an attempt to give birth to a resurgence of ethical and social values shared, whose low perceived today takes us away from many European countries. Even those that are entry into the European community very recently, because their fragile democracies could not permitted before… 
 
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Testata giornalistica in corso di registrazione presso il Tribunale di Roma

Direttore: D’O. F.

Organi statutari e C.d.R. in corso di nomina

Per contattare il magazine: italian4journalist@gmail.com

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