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Incendi, quando la sfiga ci vede benissimo

 

Righe scritte fuori dal circuito dell’informazione mainstream: parole che testimoniano il ritorno della vecchia Italia, quella  degli incendi. Spesso, ma sarà un caso, proprio nei lembi delle zone più belle, e per questo protette. Come nel parco dei Nebrodi, ad esempio, dove giusto un  mese fa il Presidente Antoci (che con i suoi provvedimenti ha finalmente tolto soldi UE alle mafie nel parco…) era stato oggetto di un agguato con annessa sparatoria. Eccolo allora il nostro sud, così desolatamente schiacciato dai residui di tradizioni anacronistiche, dalle chiacchiere e dalle “nominate” che uccidono come altre armi, dai soprusi di nuovi e vecchi signori, a partire dai tanti privilegi che restano comunque ovunque (Assemblea Regionale, e via dicendo…) che allettano o inducono ognuno nel suo piccolo poi a fare il suo tornaconto (anche se illecito…) per sé e per i suoi cari.
Ecco una valutazione della giornata di ieri fatta da chi nell’isola ci vive. Da chi la chiama, con amore, l’Isola…

“…Anche l’anno scorso, in questi giorni, c’erano 40 gradi e lo Scirocco. Certo non erano 45 e il vento non soffiava a 60 chilometri l’ora. Ma c’erano. Ieri dunque è stata una brutta giornata. Ma non sorprendente.
Personalmente già da domenica scorsa avevo previsto caldo e vento. Ma io sono niente immischiato con nessuno e non conto. Ma pure tutti i meteo dei Tg e dei siti avevano previsto. E pure le sinossi della Protezione Civile. Insomma mai botta di maltempo fu più preannunciata. E allora? Com’è che nessuno ha previsto un piano di prevenzione? Forse era assurdo prevedere che ci sarebbero stati un po’ di incendi? E se Santa Rosalia ha funzionato contro la peste, perché non dovrebbe funzionare pure per gli incendi?
Nella sola costa settentrionale della Sicilia, dal Trapanese al Messinese ci sono stati 500 focolai alcuni dei quali sono ancora attivi. I danni sono enormi, ci sono feriti, ustionati o intossicati. C’è chi ha perso la casa, ci sono centinaia di persone che hanno dovuto lasciare le loro case in tutta fretta. Tutto previsto o, almeno prevedibile, da giorni…

Veniamo ai motivi. Autocombustione? Ma siamo seri…. scientificamente occorrono ben altre condizioni perché si determini un fenomeno che viene comunque considerato tutt’altro che frequente.

Ipotesi colposa. E’ il caso classico dell’automobilista che getta il mozzicone di sigaretta acceso dal finestrino. O quello dell’ incauto contadino che brucia le “restucce”. Ora, a parte il fatto che non è tempo di “restucce”, 500 focolai singoli raccontano un’altra storia che esclude la semplice causa dovuta a incuria o imperizia, elementi costitutivi del reato colposo.

Ipotesi dolosa. E’ quella che rimane ma merita qualche altra riflessione. 500 focolai dicono che a muoversi è stata un’organizzazione non certo qualche piromane isolato.
I sospetti. Il sentire comune getta la croce sulle spalle dei Forestali ma, è bene dirlo, senza alcuna prova. Anche perché ci sono anche altre possibili ipotesi compresa quella della criminalità organizzata, cioè della mafia.
La posta in gioco. Nel caso della “ipotesi forestale” si tratterebbe di creare, con gli incendi, la condizione per potere aspirare a una conferma dei contratti di precariato per gestire, per esempio, il rimboschimento. Ma è anche vero che non c’è traccia di inchieste in questa direzione. Vuol dire che non ci sono evidenze che lo consentono. Amen. Nel caso del crimine organizzato è facile pensare agli interessi legati alla gestione del territorio, alle zone edilizie, alle mal sopportate riserve naturalistiche. Ma anche in questo caso, nessuna inchiesta.
Eppure magistratura e forze dell’ordine hanno oggi cultura, competenza e tecnologie idonee a svolgere indagini di questo genere.

Le fiamme hanno illuminato abbastanza il triste panorama di un’Isola che va in fumo con le speranze di chi ci abita di potere uscire da un infame destino che ci confina in un romanzo di fantascienza.
Domani una bella giornata. Solo qualche nuvola. Temperature massime 24 gradi. Domenica una bella mattinata ma poi si annuvola e nel primo pomeriggio si mette a piovere. Non fate lavare la macchina perché è facile prevedere che pioverà fango (come se già non ne fossimo abbondantemente circondati).
Tante belle cose. Indignate.”

 

 

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  1. italian4journalist desk
    17 giugno 2016 alle 14:27

    L’ipotesi che riguarda i forestali nasce dai recenti licenziamenti operati dalle disposizioni della Regione, e quindi da una loro vendetta nel momento piu’ favorevole. Se ne era occupata anche la locale redazione di Repubblica : http://palermo.repubblica.it/politica/2016/04/08/news/condannati_nella_forestale_crocetta_espulsi_233_pregiudicati_-137189520/

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