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Tutto su Zanzu.de: la sua missione, gli opposti modi di raccontarla

C‘e’ chi si preoccupa di abbattere tabù e disinformazione. Prevenire i problemi potenziali che possono derivare da gap sociali e culturali è da anni un primato delle società del nord Europa. Poi ci sono quelli che strumentalizzano la realtà al fine di orientare un certo pubblico, nel tentativo di alimentare, fomentare e ingolosire un certo tipo di elettorato. Che seguendo queste coartazioni della realtà, diventa sempre piü popolo bue, con sempre maggiori diffidenze. Qui troverete un tentativo di ripristinare un po’ di verità. Perché il sesso, anche il solo parlarne,  per alcuni resta tuttora un imbarazzante tabù

Ha fatto clamore sulla stampa italiana, specie quella piü conservatrice, la titolazione che ha dato Il Giornale sull’iniziativa del governo tedesco messa in pratica con il sito Zanzu.de. Non aggiungo quanto accaduto a seguito sui diversi blog di ancor maggiore fede estremista e razzista, e per pudore non li linkero’.zanzu1-512x360 Certo almeno per Il Giornale, chiamare davvero stampa un house organ politico vestito da celebre e noto quotidiano, e veri giornalisti dei semplici addetti stampa, abili con  passacarte e veline politiche, e’ il grande danno di credibilità che distrugge il panorama italiano dell’informazione. Senza contare che questi uomini (e donne) molto sono assunti con contratti stabili e tutte le garanzie, le stesse che sono invece al contrario precluse  a quelli che questa professione davvero la fanno giorno (e notte), incessantemente, rispettando etica e codici deontologici. Ma questo resta un discorso da addetti ai lavori.

Soffermiamoci sull’iniziativa. Ognuno cosi’ potrà poi farsi la sua idea di quanto distorsivo e manipolatore sia stato il contenuto dell’articolo del quotidiano in questione. Il tema etico potrebbe essere: Tutti consapevoli e informati, tutti più liberi? Eeeeh già! Sul piano teorico, nessun appunto. Magari, scendendo sul pratico, ecco che il “tutti piu liberi” si deve differenziare. Di nuovo (ri) scopriamo insomma che non vale universalmente nel vecchio continente. Perché ci sono nazioni dove parlare di sesso ed educazione sessuale incontra enormi resistenze, oltre tantissima ignoranza. E una delle nazioni europee dove simili iniziative restano nel 2016 ancora al centro di sconcertanti tabù abbiamo certamente anche l’Italia, dove accadono già sulla stampa mainstream fatti che gettano tonnellate di fango sulla credibilità della professione giornalistica.

Lo spunto, come detto, ce lo fornisce l’aggiornamento in chiave sempre piü multiculturale del sito governativo tedesco  ZANZU, il sito governativo tedesco nato da un progetto dedicato alla educazione sessuale e alla prevenzione sanitaria correlata , in ambito di un contesto informativo molto piu variegato di relazioni multiculturali.

Prendiamo ad esempio due quotidiani europei, l’italiano Il Giornale e il britannico The Times, due testate che hanno storie e radici profondamente diverse, ma che bene o male sono testate iscrivibili a pieno diritto nella stampa “mainstream”, quella di assoluto rilievo nazionale. Nei giorni scorsi una notizia è apparsa su entrambe le testate, e sebbene si trattasse della stessa identica notizia, il piatto su cui e’ stata servita ha conosciuto spezie molto diverse.

Ecco come ha esordito e titolato il Times:

Website tells migrants how to handle the Germans

Questa l’immagine di apertura scelta dal Times, dove i due sono etero e di colore:

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L’apertura del Times:

Germany has set up a website for migrants giving explicit advice on how to have sex and behave in relationships as part of a drive to educate its 1.1 million new arrivals in the cultural norms of their adopted country.

Così ha invece titolato il Giornale:

Ecco il manuale che spiega ai migranti come fare sesso con le donne europee

E questa e’ stata l’immagine di apertura scelta dal Giornale, dove lui e’ ovviamente un giovane di colore, funzionale alla retorica dei neri che sporcano la razza bianca, che per un certo pubblico deve essere preservata e terreno di conquista dei soli bianchi:

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Questa l’apertura del Giornale, funzionale al titolo :

Il governo tedesco ha inaugurato una pagina web esplicitamente illustrata dedicata esclusivamente a promuovere il sesso interrazziale tra “rifugiati” non bianchi e persone europee.

Ora andiamo alla fonte direttamente. Questa è la pagina di apertura del sito realizzato dal governo tedesco:

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Il sito è, come spiegato da entrambe le testate, creato per aiutare le relazioni personali di carattere sessuale tra chiunque, anche se di etnie e tradizioni totalmente differenti. Ma mentre il Giornale usa toni forti, il Times spiega in maniera moto piu pacata le ragioni e i fini che l’istituzione governativa tedesca a cui il sito fa riferimento desidera perseguire. Senza per questo ricorrere a frasi lievemente razziste, decisamente supponenti, come quel rifugiati tra virgolette. Ma come? Zanzu spiega chiaramente che è stato realizzato per soggetti migranti nell’accezione piu vasta possibile (non immigrati, non rifugiati) quindi soggetti che non hanno intenzione di fermarsi a lungo in Germania, e lo possiamo tranquillamente capire anche solo  settando il sito con la lingua che piu preferiamo. Le lingue in cui è tradotto sono 12: tedesco, inglese, francese, russo, turco, farsi, bulgaro, polacco, albanese, rumeno, spagnolo e olandese. Perché dovrebbe rivolgersi solo ai “non bianchi”?  Il Times parla di migranti, nessuno cerca di passarlo come un sito specializzato per rifugiati. Anche “non bianchi” viene evidenziato più volte nell’articolo del Giornale (basandosi solo sul fatto che alcune immagini ritraggono persone di colore diverso, ma da nessuna parte è detto che sia rivolto a “non bianchi”, la differenza di colore è solo per evidenziare due persone che vengono da posti diversi). Nell’articolo del Times come sul sito Zanzu, questa precisazione non viene mai fatta. È vero, in alcune immagini si vedono persone di colori diversi, ma in altre sono tutte dello stesso colore. Se è per questo si vedono anche organi sessuali maschili e femminili di forme e dimensioni diverse.

Basic RGB

Non è pertanto un sito per “non bianchi”, ma davvero un ottimo strumento per tutti.  Anche per i tedeschi stessi, se si vuole. Sostenere diversamente non è fare giornalismo, ma cercare, aggregare e fomentare un pubblico composto da analfabeti funzionali, e non c’è da andarne fieri.

Basic RGBZanzu spiega moltissime cose, usando moltissimo immagini davvero pulite e didascaliche, usando linguaggi visivi semplici e molto chiari. Si parla quindi di potenziali malattie, di comportamenti, di situazioni, di aiuti, tante informazioni pertinenti l’educazione sessuale, e tante altre riguardo la legislazione vigente in Germania. Un vademecum pertanto molto utile, specie per chi non padroneggia la lingua del paese ospite.

Ecco pertanto chiarissimo a tutti che pur trattandosi della stessa notizia di base, posta con quei due titoloni lì prende con il Giornale tutt’altra accezione. In questo quotidiano diventa qualcosa per cui scandalizzarsi, in quello britannico si tratta di informazione pura, senza etichette, senza giudizi. Quello dovrebbe essere il mestiere del giornalista, quello dovrebbe essere “dare una notizia”. Sta al lettore decidere come sentirsi, decidere come la pensa, magari approfondire seguendo i link forniti, non all’autore del pezzo. Non in questo caso. Un editoriale può essere un modo di dare la propria opinione, ma le pagine chiamate cronaca (non politica) dovrebbero sempre cercare di riportare i fatti, solo quelli, meno sono gli aggettivi che si usano meglio è.

Basic RGBE cosi, nel caso del quotidiano italiano,  si perde totalmente il valore centrale e il peso culturale dell’operazione che mette in campo un sito istituzionale come Zanzu. Che e’, e sara’ anche domani, una bella sfida anche per un Ministro della Repubblica italiano.

Zanzu e’ infatti un progetto del Centro Federale Tedesco per l’educazione sanitaria e del  Sensoa, il Centro di competenza fiammingo per l’educazione sessuale. Aggiungo che il sito esiste già da Novembre nella versione belga, realizzato da centro di esperti per l’educazione sessuale (in fiammingo). Quindi in questi giorni è stato ampliato localizzando alcune parti del sito, ovviamente aggiungendo altre lingue e traduzioni.
Il portale  – con obiettivi di educazione sessuale e prevenzione di malattie sessualmente trasmesse – è specificamente pensato per essere consultato dai migranti. Caratteristiche del sito sono:

Punto 1: video
Il video introduttivo spiega motivi e caratteristiche del sito ed è -attenzione attenzione – solo in lingua tedesca.

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Il video riferisce esplicitamente al fatto che il sito Zanzu si rivolge ad uomini e donne migranti per facilitare le relazioni con le comunita tedesche residenti. Come può vedersi nel disclaimer del sito, viene sottolineato come i contenuti siano stati approvati da esperti europei e dell’Organizzazione mondiale della sanità.

The content on this website was approved by an international advisory board of European experts in the field of sexual and reproductive health including representatives of WHO.

Punto 2: Disegni espliciti
Il sito è un progetto sistematico di educazione sessuale.
E’ vero: sono presenti diversi disegni espliciti per quanto riguarda gli atti sessuali, ma questo è logico per un sito di educazione sessuale.
Così come ci sono disegni espliciti relativi a gravidanza, al matrimonio (anche omosessuale), al rapporto di coppia, eccetera, eccetera.

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Punto 3: Lingue e comportamenti criminali
Zanzu è disponibile in 12 lingue diverse: tedesco, francese, inglese, russo, arabo, turco, polacco, bulgaro, albanese, romeno, spagnolo, olandese.
La cosa non è strana dato che è un sito di educazione sessuale che si rivolge a diversi gruppi linguistici. Solo perché lo avrete notato sicuramente, sottolineo la mancanza della lingua italiana. Ognuno potrà provare a trovare la sua personale giustificazione.

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E’ anche vero che ci sono delle osservazioni dettagliate per quanto riguarda crimini come il delitto d’onore, violenza sessuale, mutilazione genitale femminile.
C’è da dire che queste informazioni vengono trattate all’interno del contesto di counseling. In pratica vengono indicate informazioni e risorse per avere ricevere aiuto da parte di donne vittime di crimini a sfondo sessuale. Cosa che mi sembra necessaria ed ecomiabile per un sito di educazione sessuale.

Punto 4: Sesso inter-razziale
Che Zanzu si rivolga prevalentemente a persone di etnia non europea è evidente dalle immagini scelte: quasi tutte di coppie miste o afro-centriche. Non è però corretto dire che le informazioni si rivolgono solo a migranti per indicare come comportarsi per fare sesso con persone di nazionalità tedesca. Infatti rappresenta esattamente lo status quo di quel concetto di totale inclusione con cui i tedeschi oggi vivono la presenza di culture diverse sul loro territorio. Come, cioè, un autentico arrichimento culturale.
Temi come: dialogare con il proprio partner, essere consenzienti e saper dire di no sono informazioni da manuale per qualunque sito di educazione sessuale senza particolari connotazioni etniche.

Per concludere:

E’ un sito destinato ad una audience di etnia non europea?
Certamente si per quanto riguarda le immagini scelte, anche se i temi valgono per qualunque cultura che vive la sessualità in maniera moderna e rispettosa della libertà individuale.
E’ un manuale per migranti per fare sesso con le donne europee?
Ovviamente no: è un sito molto dettagliato (minuzioso si potrebbe dire) di comportamenti sessuali fra adulti consenzienti come ce ne sono diversi in giro per il mondo e a cui l’Italia – evidentemente – non è abituata.

Un ultimo punto, anche se oramai del tutto marginale. L’articolo de il Giornale fa un danno enorme al giornalismo di qualità, ma anche a quello dei tanti siti di informazione gestiti in modo amatoriale.

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