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Per chi sono e a chi serve “questo tipo” di riforme?

ceccantiRecentemente il Prof. Stefano Ceccanti (sia chiaro, nulla di personale, lo prendiamo ad esempio solo per una casualità temporale, poiché la pratica di cui qui scriviamo resta molto diffusa e praticata), in questi ultimi anni anche Onorevole e Senatore, ha inviato un post su Twitter che linkava un articolo di giornale. Benché sia chiaro a tutti quelli che seguono da un po’ di tempo la politica italiana e il suo variegatissimo cirus di attori e comprimari, nani e ballerine, chi sia e per chi parteggi il Prof. Ceccanti, occorrerebbe sempre avere l’onesta’ intellettuale di mettere in chiaro i limiti del campo su cui si intende giocare. Il tema resta anche questi giorni il seguente: Il Senato… prima di disoccupazione, welfare e lavoro…   

Invece tutti, e quindi anche il Ceccanti, si trovano più comodi a incitare i propri elettori e followers a fare il “tifo”. Cosi’, guarda di nuovo il caso, nella situazione presa a semplice esempio ci si dimentica (forse volutamente?) di dire che

  1.  il quotidiano la Stampa da sempre rappresenta gli interessi del mondo Fiat (Marchionne solo pochi giorni fa era da Matteo a palazzo Chigi), propalandosi libero e imparziale quotidiano torinese…
  2. gualminiElisabetta Gualmini (Istituto Cattaneo) non e’ una giornalista e cosa ben più importante, non pratica alcun riscontro tecnico (fatto vero o falso) sulle sue asserzioni, la si legge perché beneficia solo di “ospitality” sul summenzionato quotidiano. Aggiungerei, la celebre “ospitality” campanilista e leccaculo che sta condannando a morte presente e futuro di questo paese…
  3. che anche lei e’ alla svelta saltata sul carro del Premier vincitore… ad iniziare dai moltissimi politici del medesimo partito ma di altre correnti, sempre pronti a baciare pantofola per conservare cadreghe e prebende… chi vuole, sulla liason tra Matteo e Ely, può iniziare da qui… https://www.facebook.com/notes/franca-felicini/renzi-continui-a-parlare-di-elisabetta-gualmini-la-stampa/10151800595189187 . Chiaramente poi, basta avere un po’ di tempo in più e si trovano mille altre conferme di questa “vicinanza”…

Insomma qui ci si chiede, se siamo davvero arrivati all’assurdo che un politico di chiara fede propali via Twitter il link ad un articolo scritto da persona notoriamente interessata, diffuso mediante un quotidiano che (anche questo e’ un fatto incontrovertibile)  ha barattato da anni la sua lealtà con i lettori con la difesa ad oltranza della famiglia sociopoliticoeconomica che ruota attorno alla galassia del suo editore e che unisce FIAT-Juventus…. Insomma, un politico di parte che cita un articolo di parte su un giornale di parte. In un paese normale, e dove recentemente mi ritrovo a vivere oggi questa e’ la regola, una tale liason sarebbe stata giudicata vergognosa, e tutti i componenti della ricca catena messi al bando se non al pubblico ludibrio…

matteo-renzi-arrivo-concordiaMa mi chiedo, se -visto che non la disoccupazione giovanile ne’ la moria di fallimenti di medie e piccole imprese eccetera eccetera ma il Senato elettivo sono il problema odierno più impellente- si vuole davvero eliminare la “duplicazione” del Senato nell’iter legislativo di questo paese, perché mai non eliminarlo del tutto, e con esso TUTTE le cariche, gli uffici di Presidenza, eccetera eccetera? Perché deve essere un nuovo obbiettivo di conquista per i prossimi, sempre più agguerriti vista la diminuita disponibilità di scranni che comunque tale riforma porterebbe, politici leccaculo? Perché lasciarne le sorti nelle mani di un segretario di partito a cui toccherà il succoso e anche sadico piacere di scegliere chi premiare e chi purgare? 

Ecco, ma allora a chi serve davvero e per chi sono a vantaggio davvero questo tipo di riforme?

O gli italiani sono già tutti sotto il solito palco pronti per (ri)sentire: Italiannniiii…

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Categorie:politics
  1. 29 luglio 2014 alle 11:42

    Grazie dell’attenzione. Il enato non si può eliminare perché esistendo il Titolo V fortemente regionalizzato c’è bisogno di un luogo di mediazione tra legislatori. L?ho spiegato dieci anni fa nel volume “Come chiudere la transizione” quando Renzi non faceva ancora politica e on esisteva twitter.

    • italian4journalist desk
      29 luglio 2014 alle 13:58

      Ricambiamo il grazie per il suo contributo, e per l’attenzione Prof. Ceccanti. Tutto verissimo, non abbiamo nulla da eccepire sul merito, ovvero il Senato ineluttabile per l’esistenza del Titolo V eccetera, ma non può per questo nemmeno essere configurato per il futuro come mera istituzione di “un luogo di mediazione tra legislatori”, per riprendere per intero quanto da lei qui scritto. Al nuovo Senato, qualora questa riforma venga approvata cosi come la vediamo oggi, resteranno competenze importantissime, che non possono essere attribuite a nuovi Senatori eletti con una metodica interna ai partiti, senza passare per una scelta di preferenza sui nominativi degli stessi da parte di tutti i cittadini italiani aventi diritto di voto. A noi questo sembra una limitazione del concetto di sovranità popolare, qualcosa che assomiglia moltissimo a quel detto popolare “la toppa peggio del buco”.
      Per quanto ci si sforzi di restare fuori da prese di posizione di parte, che ovviamente nuocciono gravemente ad una acritica rappresentazione dei fatti, non vi e’ dubbio alcuno che il complessivo tentativo di trasformare la democrazia, la rappresentanza dei cittadini e dei meccanismi elettivi in un affare di “brand”, dove il cittadino può solo tifare con il suo voto per una squadra, un club (e adesso anche un partito), senza poter scegliere come si fa nel resto del mondo civilizzato con il proprio voto la composizione della formazione che scenderà in campo, indebolisce fino alle estreme conseguenze il concetto di rappresentanza parlamentare.
      Si vuole davvero tutelare il Titolo V? Se ne amplifichino/attuino le sue competenze. Basterebbe un po di umiltà e copiare da Stati fortemente federali, dove i cittadini hanno un elenco impressionante di preferenze da poter esprimere individualmente (in Germania siamo nell’ordine dei 50 e più nominativi), non quei due o tre possibili nelle schede elettorali italiane, quando e laddove ciò resta ancora permesso. Aumentando quindi, e di molto, le competenze delle Regioni.
      Diversamente, sono solo chiacchiere e giochini per tenere in allenamento i tifosi delle varie curve.
      Sempre che, poi, la politica riesca a dimostrare quanto di centrale e primaria importanza siano questo tipo di riforme in uno Stato con una economia al collasso, un divario tra nord e sud impressionante, eccetera, eccetera…
      Insomma, basterebbe dire apertamente questo tipo di “riformiccole” davvero a chi e a che cosa realmente servono. In modo che ognuno, se e quando vorrà, ne possa trarre limpidamente le sue conseguenze. Diversamente, per i più disincantati significherà che la cortina di fumogeni sparati dalle varie curve ha soprattutto il vergognoso compito di non far vedere cosa accade sul campo di gioco…

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