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European Elections 2014: italians do it … twice!!!

Sono davvero tanti gli italiani all’estero. In Australia, Canada, Stati Uniti… Ovviamente, sono tanti naturalmente anche in Europa.  In Inghilterra, Germania, Spagna, Olanda… la lista è davvero lunga. Se regolarmente iscritti all’AIRE, potranno anche loro far sentire il loro peso votando nei Consolati e nelle altre sedi diplomatiche (Ambasciate, ecc…) relative alla giurisdizione legata alla loro nuova residenza. A questo elenco di italiani stabilmente all’estero, si aggiungono ovviamente tutti quegli italiani temporaneamente all’estero per motivi di studio, stage, eccetera. Coloro per questi motivi non sono iscritti all’AIRE, ma hanno fatto richiesta per tempo (ovvero entro la data limite dello scorso Marzo), potranno infatti ugualmente esercitare il loro diritto/dovere di voto senza dover rientrare in Italia,  alla pari dei loro connazionali iscritti all’AIRE. Insomma, fin qui, tutto bellissimo.

Ovviamente i non iscritti all’AIRE di fatto sostituiranno così essenzialmente la sede fisica delle loro operazioni di voto. Le liste e i candidasti tra cui potranno scegliere non saranno però i medesimi di quelli che avrebbero votato nel seggio vicino il loro domicilio in Italia. Identiche ovviamente saranno le liste. Ma, essendo in queste elezioni possibile indicare anche un voto di preferenza, costoro  potranno scegliere solo tra i candidati della Circoscrizione estero.  

Per gli iscritti AIRE, invece, tutto cambia. Il municipio del paese europeo dove sono residenti, laddove ovviamente si svolgono ugualmente queste elezioni, in concreto avranno due possibilità di voto. La prima sarà quella che daranno loro tutte le rappresentanze diplomatiche italiane sul posto, ovvero in primis le ambasciate e i consolati, alla pari degli altri italiani non residenti stabilmente all’estero. Costoro, recandosi presso queste sedi, potranno votare liste e i candidati della circoscrizione estero. A questa possibilità infatti si aggiunge quella offerta delle istituzioni locali, genericamente indicate come municipalità. Ognuna di queste,  relativamente alla loro zona di residenza, invia infatti a tutti i cittadini europei aventi diritto di voto, la loro scheda elettorale e la relativa comunicazione di dove possono esercitare il loro diritto di voto.

Ovviamente, esercitare due volte il proprio diritto di voto è vietato e anche punito dalla legge. Il problema però è davvero un altro. E deriva dal fatto che questa eventualità è comunque possibile. Perché le elezioni presso Ambasciate e Consolati italiani iniziano solo poche ore prima della data del 25 maggio. In Germania, tanto per prendere ad esempio uno dei paesi più popolati dell’Unione e dove il numero di italiani stabilmente iscritti all’AIRE è tra i più rilevanti, ad esempio le operazioni di voto inizieranno dalla sera di venerdì 23 Maggio fino a tutto il giorno 24.  In altri paesi, come il Regno Unito, le operazioni di voto per le Europee si sono svolte prima, ma egualmente ieri gli italiani iscritti AIRE lì residenti, come gli italiani temporaneamente sul suolo britannico temporaneamente domiciliati, si sono visti recapitare la busta per l’elezione dei candidati italiani della circoscrizione estero (come rileva in contemporanea questo articolo del Fatto Quotidiano).

La possibilità che si rischi di incorrere, in buona o cattiva fede, quindi consapevolmente o meno, in un reato – insomma – diventa seria e reale. Mancano su questo totalmente i controlli. Anche perché i tempi sono davvero strettissimi, e tutti avranno modo di giustificarsi sostenendo che un controllo incrociato non è, comprensibilmente, agevole.

Un rimedio, ed efficace, però ci sarebbe. Basterebbe istituire una disposizione comunitaria per la verifica incrociata dei registri, con una apposita commissione dotata di appositi poteri, e con tanto di sanzioni non di poco conto. E con questo obbligare nel contempo tutti gli elettori AIRE a firmare il registro ove votano. Funzionerebbe da deterrente per tutti gli attori. Gli elettori sapendo di poter essere smascherati, starebbero certamente molto più attenti. Ugualmente molto più attenti sarebbero anche tutti quei funzionari di Consolati e Ambasciate, specie di quelle dove, nelle segrete stanze, c’è una certa consuetudine, per non dire il vizietto, di “utilizzare le schede numerate rimaste bianche”, dirottandole verso liste e preferenze più amiche.  Possibilità da sempre concretamente esistita perché  Consolati e Ambasciate hanno tutti i dati dei propri residenti AIRE, compreso gli estremi del documento di riconoscimento, a differenza delle istituzioni locali dove i residenti AIRE vivono. Un deterrennte enorme, perché una volta chiamato davanti ad un giudice il distratto elettore che per sbaglio si è ritrovato a votare due volte, potrebbe poter dire e provare la sua buona fede. E le responsabilità della sede di rappresentanza estera, più che evidenti.

 

 

 

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