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In vino veritas: tra D’Alema e Renzi, chi è “rottamatore”… e chi “rottamato”?

Dopo mesi in cui se le sono dette di ogni, è davvero finita a tarallucci e vino. E il vino era probabilmente di Otricoli, perché il leader “maximo” sembrerebbe sia davvero interessato a cogliere l’occasione, e dall’alto di un agognato ruolo istituzionale europeo, poter dare tra mille nuovi impegni anche un “aiutino” alla produzione di… “famiglia”, magari pensando ad aprirgli un mercato di maggiore respiro in Europa. Giustappunto, ecco che il semestre europeo ci attende…  Quale irrinunciabile, ghiottissima occasione… Come spigarsi tutto questo, altrimenti? Oggi Massimo D’Alema e Matteo Renzi sono “pubblicamente” andati oltre. Hanno archiviato tre anni di attacchi reciproci a mezzo stampa con la promessa del premier di impegnarsi a fondo perché l’Italia sia rappresentata “da persone del massimo livello” nelle istituzioni europee. Ecco, la cifra dell’evento la potremmo tradurre così, con il ras delle Puglie che parlava (come nella migliore tradizione, si soccorre – con la bava alla bocca – sempre l’ultimo “vincitore”) con termini squisitamente… fiorentini,  per ingraziarsi l’atteso endorsement. A quale livello si è oggi arrivati, insomma, ognuno di voi lettori potrà capirlo da se… 

RENZI-DALEMA

Traducendo infatti il “politichese” dalla scaramanzia e dalla prudenza “renziana”, siamo pressoché qui: il governo Renzie tenterà di “piazzare” il mago Dalemix in una comoda poltrona del Consiglio o della Commissione di Bruxelles. Ma – attenzione – non lo candiderà alle elezioni, per dare spazio “a leader e amministratori rappresentativi”. Per restare alla Puglia “ex-dalemiana”, largo a gente come Michele Emiliano, sindaco di Bari che e’ ancora una macchina da voti.

RENZI-DALEMA

L’occasione della pace pubblica tra il giovane-vecchio rottamatore e uno degli oramai “ex” rottamati eccellenti è la presentazione del libro del mai fermo Baffino sull’Europa (Rubbettino Editore). Scenario, la vecchia sede della borsa romana di piazza di Pietra. Il premier e il leader “maximo” arrivano insieme, posano sorridenti per i fotografi. In prima fila ci sono le teste candide di altri tribuni eccellentissimi, come Franco Marini, Gaetano Gifuni e perfino “Uolter” Veltroni. Non mancano certamente boiardi con poltrona in scadenza come Vito Riggio (Enav) e Paolo Andrea Colombo, presidente Enel, né la solita compagnia di giro, deputati e senatori dalla lingua veloce e molto umida, e aspiranti tali provenienti da incarichi locali minori, per la maggioranza da Regione Lazio e Comune di Roma.

Si parla, ca va sans dire, di Europa della moneta, di Europa dei popoli e di Europa dei troppi vincoli finanziari. Si vola alto. Anche troppo, per chi del coro non si diletta di lavori di lingua. Inizia il neo-presidente del Consiglio e Dalemix si gira per studiarlo meglio, con l’attenzione di un entomologo. Il degno rappresentante di Pittibimbo ha dimenticato la cravatta a casa, o forse dalla Merkel, ma lui brontola qualcosa per la mancanza di rispetto e la lesa maestà, poi però lo perdona e lo ringrazia per l’onore della sua presenza. E non si accorge così che il giovane segretario del suo partito ogni tanto si astrae, e giocherella con il telefonino.

Così il primo sussulto degno di valore giornalistico arriva solo dopo mezz’ora, quando l’ex Migliore di Gallipoli accenna soddisfatto, ma con grande pudore, che in passato “beh, sì, c’e’ stata qualche incomprensione”, ma adesso sono qui insieme a progettare il futuro dell’intero  Continente. Renzie lo interrompe e svela la storia della lettera di chiarimenti che ha ricevuto dopo le ultime primarie vinte.

Il siparietto non e’ preparato e a D’Alema -ovvio- viene un mezzo colpo. Non sia mai che Matteuccio adesso la tira fuori. C’e’ pure Veltroni, li’ in prima fila, con gli occhialoni da regista della Dernière Vague che già sembrano luccicare, speranzosi di un colpo di  teatro.

Il direttore del Tg1, Mario Orfeo, chiamato a moderare la pax renziana, intuisce l’elettricità del momento, si immola, e lesto come solo un napoletano sa fare, arraffa alla meglio il microfono e ammonisce con garbo: “No, no, no… sms e lettere personali sono private…”. Renzi si gode la scena, immaginando di vedere le goccine di sudore freddo del mago tornato a Canossa e  rincula con eleganza: e già, la sostanza vera è che si sono già chiariti ed ecco quindi l’ammissione: sì, “ci siamo sempre parlati tra noi, anche quando i dalemiani e i dalemini non mi parlavano perché io attaccavo (il loro) D’Alema”.

Si va avanti ancora un’ora dibattendo sugli ultimi vent’anni, con Dalemix costretto a vantare i successi di Romano Prodi e Carlo Azeglio Ciampi in Europa. E Renzie, generoso come mai, a ricordare che i governi di centrosinistra si fecero onore anche nei Balcani. Un modo molto paraculo, ma qualcun altro di certo vi descriverà che invece è stato solo elegante, per ricordare anche la presidenza D’Alema. Insomma, adesso che ha (quasi) rottamato tutti, per Renzi e’ perfino il momento di qualche ringraziamento!

Ma qui siamo  già sui titoli di coda. Il segno della resa, quello se vogliamo della pantofola baciata, e’ tutto in una piccola concessione linguistica. Quella incredibilmente proferita da Dalemix, che definisce l’idea grillina di un referendum sull’euro “…una bischerata”. Per la prima volta, il sindaco di Firenze lo guarda con sincero stupore, non pensando che sarebbe stato contraccambiato da altrettanto “paraculismo”.

Poi, e qui siamo proprio alla fine (certo, alla fine di tutto…), la domanda concordata di Orfeo al premier in pieno stile Bruno Vespa: “alle europee candidate D’Alema, che ha scritto un libro che le e’ piaciuto così’ tanto?” Renzie dice che no, verranno candidate “le figure più’ forti che abbiamo, specialmente sul territorio, perché se il Pd diventerà’ il secondo partito nel Pse conteremo di più, mentre come governo faremo del nostro meglio per sostenere candidature forti e autorevoli nelle istituzioni europee”. D’Alema, con gli occhi fissi sul tavolo, incassa l’endorsement pubblico, indiretto ma inequivocabile.

Ecco. Fine del sogno, almeno per quegli italiani che ci avevano davvero creduto. A Berlino, vista la presenza in sito di corrispondenti giunti per l’occasione, già hanno mangiato la foglia.  Und sie lächeln…

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