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Spread sempre alto tra indennità politici e retribuzione lavoratori

E’ la legge che tanti lavoratori aspettano da tempo immemorabile. E’ la misura che in Europa quasi tutti adottano. Anzi, a più di 19 anni dalla prima raccomandazione in materia fatta dalla Ue a tutti i paesi membri (ne sono poi seguite altre quattro), raccomandazione che senza mezzi termini invitava tutti i Paesi membri a dotarsi di questo strumento, oggi ne restano privi soltanto Italia, Grecia e Ungheria.

E’ la legge che più legittima l’esistenza di uno stato, e ancor più in Italia, che ha il tema del lavoro nel suo primo articolo della Costituzione. Che autorizza la collettività ad accettare i rilevanti prelievi fiscali imposti dall’erario a tutti gli italiani onesti. Perché è facile, seppur con le migliori intenzioni,  prendere dalla collettività. Il difficile è dare, il difficile è redistribuire. E questo è il paese dove, una volta maturati tutti i titoli negli studi, occorre chiedere alla rete di conoscenze. In Italia il lavoro che ognuno  svolge, e quindi figuriamoci il semplice accesso al mondo del lavoro,  è sempre di più una funzione direttamente correlata alla rete di relazioni di cui si dispone. Relazioni, ma anche poteri di ricatto e veto incrociato determinano e spesso possono bloccare la migliore delle carriere.

Il politico prende 6 volte di più

Abbiamo confrontato i dati ufficiali dei guadagni dei nostri parlamentari con lo stipendio medio degli italiani. Il risultato è impressionante, perché in nessun Paese europeo la distanza tra onorevoli e persone comuni è così ampia: in Francia il rapporto è 4,8 a uno, in Germania è di 3,4 a uno e in Spagna addirittura di 2,1 a uno. In Italia, invece, tale distanza (ufficiale!) è scandalosamente pari a 6 volte lo stipendio medio di un lavoratore.

La pubblicazione dei dati Eurostat sulle retribuzioni europee ha scatenato nei giorni scorsi un balletto di cifre e smentite: in un primo momento lo stipendio medio italiano è stato fissato a 23mila euro circa, sotto Spagna e Grecia. Dopo qualche ora è però arrivata la smentita dell’Istat che ha segnalato un errore di valutazione: lo stipendio medio italiano è di oltre 29mila euro e superiore persino alla media Ue.

Ma la classifica dei redditi continentali ha mostrato innanzitutto quanto importante sia confrontarsi con gli altri paesi per meglio capire la situazione interna. E se questo confronto si è rivelato complesso per i redditi dei “comuni mortali”, non va meglio quando si provano a mettere a confronto le retribuzioni dei rispettivi parlamentari. In Italia ci aveva provato qualche mese fa la commissione sul “livellamento contributivo Europa-Italia” che, dopo essersi scontrata con enormi difficoltà tecniche, ha chiesto una proroga fino alla fine di marzo.

In attesa di dati scientificamente inattaccabili, in rete il blog Non leggerlo ha provato a mettere a confronto gli stipendi degli elettori con quelli degli eletti, con risultati che fanno emergere a prima vista l’unicità della situazione italiana. L’Espresso ha voluto da questo spunto riproporre il calcolo con i dati più recenti e autorevoli disponibili a oggi.

Il risultato, seppure attenuato, non cambia: un onorevole italiano guadagna circa 6 volte e mezzo più di un suo elettore. Un rapporto che non ha paragoni in Europa.

Per arrivare a questo numero abbiamo preso i dati sulle retribuzioni del 2009 diffusi da Eurostat, con la correzione dell’Istat, e li abbiamo rapportati alle tabelle prodotte dalla Commissione sul livellamento retributivo. La retribuzione degli onorevoli di sei paesi europei, più l’Italia, è stata ottenuta sommando le voci principali della loro busta paga: diaria, indennità, spese per viaggi e di rappresentanza.

A guardare tutti dall’alto verso il basso sono i senatori italiani, che guadagnano 6,8 volte più dei propri elettori, seguiti a breve distanza dai deputati che si fermano a 6,5 volte. A un abbisso di difefrenza ci sono ifrancesi: i deputati di Camera e Senato guadagnano circa 4,8 volte più dei lavoratori medi transalpini.

Nella ricca Germania, in cui uno stipendio medio pesa 41mila euro, i politici della Bundesrat si devono invece accontentare di una busta paga 3,4 volte superiore a quella dei propri elettori. Ancora meno guadagnano i politici belgi e olandesi (2,7 volte) e fanalino di coda sono gli onorevoli spagnoli, che portano a casa circa il doppio dello stipendio dei propri elettori (2,11 volte per l’esattezza). Anche in Europa, non tutte le caste sono uguali.

Stipendio Cittadini vs. Stipendio Onorevoli …
In Italia gli stipendi dei lavoratori sono tra i più bassi della Zona Euro: la metà di quelli tedeschi, persino inferiori a quelli irlandesi, spagnoli, greci e ciprioti. Un dato impressionante, che si trasforma in beffa se accostato ai compensi dei nostri parlamentari. In nessun paese dell’Eurozona il divario è così marcato – rapporto di 1 a 6 – da nessuna parte succede una cosa del genere: quasi ultimi per quel che riguarda le buste paga dei cittadini, primi assoluti negli stipendi di Deputati e Senatori. Mica male come spread.
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