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La breccia di …Pisapia

A poche ore dalla chiusura dei seggi delle Amministrative, tutto si può dire tranne che questi risultati fossero scontati. Una vera rivoluzione é infatti andata in scena, con l’outsider candidato sindaco venuto da sinistra (e che precisiamo è sempre stato eletto come indipendente sia in Rifondazione che, successivamente, in Sinistra e Libertà). Un outsider che sconfigge le destre dopo venti anni di dominio politico e culturale assoluto sulla città meneghina. E ovviamente ora, sebbene sembri impossibile, qualcuno inizia davvero a fantasticare, attendendo fiducioso il prossimo round dei ballottaggi.  Davanti al risultato più eclatante tra quelli delle Amministrative italiane del 2011, ovvero quello di Milano, la domanda di molti – infatti – è più o meno la seguente: saprà Milano confermare il ruolo di città italiana d’avanguardia? Sarà nuovamente la città meneghina a segnare, per prima,  la svolta del cambiamento? Chissà. In queste ore, con le urne ancora tutte coinvolte nei dettagli delle operazioni di spoglio, c’è chi ricorda per questa città il suo destino antico, oltreché il suo ruolo di città capostipite d’Italia, dove tutto inizia e dove tutto, in un modo o nell’altro, spesso finisce. Perché è a Milano che nacque e che finì il fascismo di Benito Mussolini. Ed è sempre a Milano che nacque e – purtroppo – finì l’era travolgente di “mani pulite”. Ma ancora, è sempre Milano la città simbolo del momento storico successivo, quello del “fenomeno” Berlusconi: un fenomeno che, ora, qualcuno vede arrivato alla fine, mentre ancora una volta indica (sempre) Milano come la città simbolo dove, anche questa volta, tutto é iniziato e dove – è davvero destino? – tutto presto finirà.

Certo tutti sono di fronte ad un fatto che indubbiamente segna, politicamente, una grande svolta. Tanto da farci venire voglia di adottare senza remore il – riuscitissimo ed efficace  –  titolo che oggi per l’occasione ha forgiato Enrico Mentana. Un titolo che riportando alla memoria la nota breccia di Portapia a Roma contro lo stato di “Santa Romana Chiesa”, ha sintetizzato e cristallizzato nel successo di Pisapia le generalità dell’alfiere del nuovo, epico sfondamento. Così, sebbene si sia ben consci che scrivere tutto questo 15 giorni prima della data del ballottaggio equivale a dire, piuttosto apertamente, di volere esporsi fidandosi – essenzialmente – di proprie personalissime convinzioni. E quindi, per una volta, mentre ci scopriamo nel mettere via quel sano agire con prudenza, eccoci ad attendere fiduciosi la riscossa dell’altra Milano.

D’altronde, come non farsi contagiare? “Una iniezione di adrenalina” ha infatti commentato lo stesso Pisapia su Twitter parlando delle prime proiezioni che davano per certo il ballottaggio. “Prima proiezione, campione 5%: 45% Pisapia 44% Moratti. E’ solo la prima – scriveva in quelle ore sul suo profilo – ma è una iniezione di adrenalina”. Seguito a poca distanza da Baruffi, il suo portavoce: “dovremo aspettare qualche ora per i dati reali – è il tweet successivo sul profilo del candidato di centrosinistra -, ma è evidente che a Milano il vento sta cambiando davvero”. 

E la ventata di entusiasmo che ha contagiato gran parte dell’informazione mainstream non lascia alcun dubbio. La Repubblica questa stessa sera ha titolato: “Pisapia stacca Moratti, da Milano la svolta  Ma è ovvio che occorre indagare su cosa è successo in casa del candidato Sindaco uscente.  Sul perché di quel grande scivolone della vigilia andato in onda nella diretta di Sky. E magari, scusate l’autocitazione, di quanto ci fosse di vero nel nostro precedente articolo sulla situazione di Milano, di cui vi scrivevamo solo pochi giorni fa. Inoltre, va ricordato che a Milano le primarie sono andate secondo i migliori auspici, tanto che Tito Boeri, il candidato ufficiale del PD, dopo averle perse si è messo comunque a lavorare per Pisapia senza troppi se e altrettanti ma.

Insomma, la fotografia politica di Milano vede un Berlusconi schiaffeggiato proprio sulle sue preferenze personali, che si sono ferocemente dimezzate, per non dire di più. E scendendo nei dettagli, ci presenta un Pdl in vistoso calo ma anche una Lega Nord che non passa all’incasso di quanto perso sul campo dal partito di Berlusconi. Se la Lega cresce rispetto alle precedenti amministrative, di certo perde vistosamente rispetto a quanto concretizzato nelle recentissime regionali. La Lega Nord, insomma,  non riesce ad andare oltre la conquista di piccole e mediopiccole città del nord Italia. Milano non è certamente una città bigotta, ignorante o, peggio ancora, provinciale. E analizzando il trend di Milano, con queste amministrative, si potrebbe azzardare che abbia iniziato il riscatto che da tempo le mancava. Forse è presto dire che i milanesi hanno inteso con questo primo turno mettere alla porta i buffoni di corte, e tutto il loro entourage di nani e ballerine, ma certo è che Milano ha capito la necessità di una svolta, di una città in cui ceti tra i più diversi hanno capito l’urgenza di un cambiamento forte.

La fortuna, per i vincitori di oggi,  è certamente venuta dalla capitalizzazione delle peggiori azioni della gestione Moratti, dagli scandali sulle consulenze d’oro ai suoi amichetti, dalla scarsissima trasparenza nelle azioni di cementificazione selvaggia (vedi oggi la zona di Santa Giulia, tanto per fare uno dei più facili esempi), dall’allegra gestione degli affari di famiglia (perché nessuno si deve scordare la “Bat-caverna”, le facilitazioni di cui ha goduto e anche del come e del perché se ne è venuti a conoscenza…), eccetera. A questo si è sovrapposto, su scala nazionale, l’intervento in primissima persona di Berlusconi, che ha caricato su test tutti di rilevanza locale un peso innaturale. E così, presidiando il tribunale di Milano, approvando sul piano concettuale l’esternazione di Lassini (fuori le BR dai Tribunali),  e via di questo passo, Berlusconi ha contribuito giorno dopo giorno ad esasperare il clima milanese.

Un clima diventato rovente nell’ultima settimana,  con l’aggiunta della famigerata Santaché, della Ravetto, dell’ancor più fumino La Russa, tanto da indurre in tentazione la stessa Moratti, che cosciente dei ritorni molto negativi della sua faraonica campagna elettorale,  alla prima occasione utile (il celebre duello tra sfidanti trasmesso su Sky)  ha messo in scena una criminogena azione di delegettimazione del suo principale sfidante. Azione tanto spudorata e meschina da sembrare subito farlocca, penosamente falsa e quindi apertamente condannabile “urbi et orbi”. Un vero e proprio karakiri mediatico, che ad occhi esperti ha subito trasmesso la cifra dell’enorme difficoltà che la stessa Moratti stava vivendo in quelle ore.  Suggerendo, semmai, ai soliti voltagabbana, che da sempre intrallazzano con la politica a nord come al sud, di rifare un immediato schieramento delle proprie lobby a favore dell’outsider Pisapia, hai visto mai tornasse almeno un po’ utile…

Tornando a Pisapia e al suo meritatissimo successo frutto di una civiltà mantenuta in ogni occasione, non possiamo non notare che su Milano aleggia ora la sempre possibile politica dei “due forni” di Casini.  Saprà, al di là delle dichiarazioni di assoluto distacco rilasciate a tutte le tv nazionali, il segretario Casini resistere alle seducenti sirene economiche del Cavaliere?  Saranno questi 15 giorni esiziali per le speranze di quei milanesi che auspicano sovvertire le sorti già in parte segnate di Milano? Riusciranno gli sconfitti di oggi a trovare nuovi responsabili, sulla falsa riga di quanto accadde alla Camera dopo il congelamento di un mese delle mozioni di sfiducia, giusto lo scorso 14 dicembre 2010? 

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A few hours after closed administrations polls , all you can say except that these results were discounted. A real revolution is in fact staged, with the dark horse candidate for mayor came from the left (and make more precise and always has been elected as an independent in the PRC in which the Left and Freedom), an outsider who defeats the right after twenty years of political domination and cultural wonder on the city of Milan. And now someone starts to wonder, waiting for the next ballot. In front of the most striking result from those of the Italian administrative, 2011, the question of many is more or less as follows: and then, will Milan confirm the role of avant-garde Italian city? Will again be the city of Milan to score, first, the turning point of change? Who knows. In these hours, with the polls still involved in all details of the operations of counting, there are those who remember his fate for this ancient city, besides its role as a parent city of Italy, where it all begins and where everything in a way or another, often ends. Why is it that he was born in Milan and ended the fascism of Benito Mussolini. It was born in Milan and – unfortunately – ended the era of sweeping “clean hands”. And again, always Milan is the city symbol of the “phenomenon” Berlusconi phenomenon that now sees someone come to the end, always indicating Milan as the city symbol, where, again, it all started and where everything – and destination – soon end.

Of course everyone is faced with a fact which undoubtedly marks, politically, a great turning point. Enough to make us want to come without hesitation to take the – very successful and effective – a title that has now forged Enrico Mentana for the occasion. A title in mind the known breccia Portapia in Rome against the state of “Holy Roman Church,” he synthesized and crystallized in the success of alpha Pisapia the generality of the new, epic collapse. Thus, although one is well aware that all this writing 15 days before the date of the runoff of Milan is to say openly that they will expose themselves trusting, essentially, their own personal beliefs. So, for once, put in a healthy way to act with caution, we are confident to wait for the liberation of Milan.

And how not to get infected? “An injection of adrenaline,” said Pisapia on Twitter talking about the first projections for a fact that gave the ballot. “Before 5% screening , standard  45% Pisapia, 44%  Moratti. It ‘s just the first – he wrote during those hours on his profile – but it is an injection of adrenaline.” Closely followed by Baruffi, his spokesman: “we have to wait several hours for the actual data – is the following tweet on the profile of the candidate of the center – but it is clear that in Milan the wind is really changing.”

And the wave of enthusiasm that has plagued much of the information leaves no doubt mainstream. The Republic that same evening titled “Pisapia off Moratti, Milan carried out the” But it is obvious that we need to investigate what has happened in the house of the incumbent candidate for mayor. The reason for this great slip of the vigil was broadcast live on Sky. And maybe, pardon the quotation, than there was of truth in our previous article on the state of Milan, of which we are writing only a few days ago. Also, remember that the primaries went to Milan in accordance with best wishes, so that Tito Boeri, the official candidate of the Democratic Party, after having lost it was still put to work without too much if Pisapia and a similar but.

In short, the photograph shows a policy of Milan Berlusconi slapped on their personal preferences, which are fiercely halved, if not more. Presents us with a striking decrease in PDL but also a Northern League that does not pass the collection of what was lost on the field by Berlusconi’s party. If the league grows from the previous administration, it loses some conspicuously than recent form in the region. The Northern League, in short, can not go beyond the wins and mediopiccole small city in northern Italy. Milan is certainly not a city bigoted, ignorant, or worse, provincial. And by analyzing the trends of Milan, with this administration, one might venture that the ransom has begun that has long lacked. Maybe it’s early to say that Milan have meant by this first round takes place at the court jesters, and all their entourage of dwarfs and dancers, but it is certain that Milan has understood the need for a change, a city where classes among the most diverse they understood the urgency of a strong change.

Luck, for the winners of today is certainly coming from the capitalization of the worst actions of the management Moratti, on advice from the scandals of gold to his friends, by the very limited transparency in the actions of reckless (see today the area of ​​Santa Giulia, the to make one of the easiest examples), by happiness managing the family business (because no one should forget the “Bat Cave”, has enjoyed the facilities provided and also the how and why it is learned … ) and so on. To this was superimposed on a national scale, the intervention in the very first person to Berlusconi, who charged up a local test all relevant unnatural weight. And so, the presiding court in Milan, in approving the conceptual exterior Lassini (BR out by the courts), and so on, day after day, Berlusconi has helped to exacerbate the climate of Milan.

A climate became hot last week, with the addition of the infamous Santache of Ravetto, La Russa of the even more smoke, much to tempt the same Moratti, who very conscious of the negative returns of its Pharaonic election campaign, the earliest opportunity (the famous duel between challengers on Sky) has staged a criminogenic action delegettimazione of his main challenger. Action so as to seem petty and shameless phony now, painfully wrong, and then openly condemned “urbi et orbi. A real harakiri media, which has been transmitted to experienced eyes the figure of the enormous difficulties that the same Moratti was living in those hours. Suggesting, if anything, the usual turncoat, always wheeling and dealing with that policy to the north and south, going over an immediate deployment of its lobby to the outsider Pisapia, have you ever seen a return to at least some ‘useful …

Returning to Pisapia and his well-deserved success the result of a civilization maintained at all times, we can not fail to note that now hovers over Milan always possible policy of “two ovens” by Casini. Know, beyond statements of absolute detachment issued to all national TV, the Secretary Casini will resist to the seductive sirens of economic Knight? These 15 days will be ruinous to the hopes of those who wish to subvert the Milanese have arisen in part marked in Milan? Will the losers today to find new “resposabili”, along the lines of what happened in the Camera of Deputati a month after the freezing of motions of no confidence, just last 14 December 2010?


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