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Perchè paga a mr. B arroventare i toni

Stabiliamo un punto prima di approfondire il tema. E diciamo subito che, sia che si tratti dell’eccesso maldestro di un singolo, come  di un insieme derivante da   una strategia ben concertata a tavolino, la gravità di quanto accaduto la stabilirà un giorno la magistratura. Ma il polverone sollevato dall’estenuante polemica sui manifesti «Via le Br dalle procure» potrebbe finire in faccia all’incolpevole Giuliano Pisapia. E gonfiare, per l’ennesima volta, le vele dell’imbarcazione berlusconiana. Sempre sul punto di affondare, ma ancora a galla.
La logica è semplice, e che abbia senso è confermato da diversi sondaggisti: alzare il livello dello scontro e portarlo dal piano amministrativo a quello politico. Perché se non si possono cancellare con un colpo di spugna cinque anni di un’amministrazione che, dicono i sondaggi, non ha convinto i milanesi, se ne può almeno attenuare la memoria. Per esempio, occupando i cittadini con l’ennesima puntata di un film nelle sale da 17 anni, che vede Silvio Berlusconi e la magistratura vestire i panni del buono e del cattivo (l’ordine è a scelta del lettore).

«O con me, o contro di me»

Gli esperti non hanno dubbi: può funzionare. Letizia Moratti, al momento, oscilla tra il 48% e il 50,8% delle preferenze. Non abbastanza per avere la certezza di evitare il ballottaggio con Pisapia, candidato del centrosinistra. Che potrebbe esserle fatale. Che fare? «Berlusconi cerca di esasperare i toni per portare lo scontro sul piano politico», afferma Luigi Crespi, di Crespi Ricerche. E unire le truppe intorno al consueto referendum: «O con me, o contro di me». Non a caso, infatti, il Cavaliere ha fiutato la debolezza di donna Letizia e deciso di presentarsi come capolista, mettendoci il nome e la faccia. E l’impatto dei volantini che equiparano magistrati e brigatisti? «Il peso elettorale è zero». Del resto, chiosa Crespi, il Cavaliere ha detto e fatto di peggio, definendoli «dei pazzi, una metastasi». Il solito, insomma. Che finora in molti casi ha portato fortuna, nelle tornate elettorali.
COPRIRE L’INSODDISFAZIONE. E Antonio Noto, di Ipr Marketing, conferma: «Berlusconi ha la necessità di portare la campagna elettorale dal piano amministrativo a quello nazionale perché c’è un livello significativo di insoddisfazione nei confronti della giunta uscente, anche da parte di elettori del centrodestra».
Insomma, l’eccesso di zelo giusto al momento giusto, verrebbe da dire, pensando all’uscita dell’ex sindaco democristiano Roberto Lassini. Che tuttavia, secondo la magistratura milanese, potrebbe rientrare all’interno di una strategia ben precisa ordita dal partito. E ispirata, su questo concorda anche Lassini, proprio dai toni e dalle parole del Cavaliere.
FALCHI IN DIFESA DI LASSINI. Così mentre Letizia, forse in risposta alle parole semplici ma dure di Umberto Ambrosoli, si dà agli ultimatum («o me o lui») e il coordinatore regionale Mario Mantovani, dopo svariati tentennamenti e giustificazioni, verga una lettera per chiedere formalmente il passo indietro, i falchi si schierano, più o meno apertamente, con il capro espiatorio. Con Daniela Santanchè che minimizza («ci sono cose peggiori di questa»), Giancarlo Lehner che rincara («che ci siano stati fiancheggiamenti delle procure alle Br è un fatto storico») e Giorgio Stracquadanio che, pur deplorando il gesto, lo definisce perfetto dal punto di vista comunicativo. «Nessun candidato ha avuto le sue prime pagine…», afferma a Lettera43.it tra il serio e il faceto, come da copione.
ANCHE QUESTA È SOVRANITÀ POPOLARE. Del resto che fosse una reazione «comprensibile», pur se errata, lo aveva sostenuto anche il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani. Stracquadanio si è limitato ad aggiungere che potrebbe pagare anche dal punto di vista dei consensi, oltre che da quello pubblicitario. «Si chiama sovranità popolare», conclude, ridacchiando. 
Per il consigliere comunale del Partito democratico (Pd) Pierfrancesco Maran, invece, molta meno voglia di ridere: «Fa tutto parte di una campagna elettorale organica», accusa, «dove il manifesto per i pasdaran serve a soddisfare i delusi dal flop sull’immigrazione». 

I malumori si moltiplicano

Letizia Moratti (foto LaPresse).

Strategia o fatalità, c’è un prezzo da pagare. Innanzitutto, una ciurma sempre più rissosa, e metodi sempre più pirateschi. Ma i tempi che corrono sono quello che sono, e al fioretto si sono sostituite, sciabole e uncini. Poco male, tuttavia, se anche le divisioni finiscono per fare il gioco del presidente.
Il problema è che lo schema è noto, e inizia a essere non solo prevedibile, ma previsto. E di conseguenza a venire a noia. Così che non è soltanto l’opposizione a mettersi di traverso. L’intervento del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che ha parlato di «ignobile provocazione» e di un clima sull’orlo di pericolose «degenerazioni», è un chiaro segnale che se mai il gioco è stato divertente ora non lo è più.
I DUBBI DI CATTOLICI E SOCIALISTI. Ancora peggio: a non divertirsi più è perfino il Popolo della libertà (Pdl). Al suo interno, è noto, infuria la battaglia che vedrà, dopo le amministrative, la ridefinizione organizzativa e degli incarichi. Un fattore di tensione a cui va aggiunto che sono in molti a non gradire più i metodi del Cavaliere. Dalle eminenze della finanza bianca nei salotti milanesi ai cattolici, attratti dall’astensionismo. Passando, ed è storia recente, per i socialisti. Che per bocca di Stefania Craxi, figlia dell’uomo che Silvio vede come precursore e modello, ha esplicitamente mandato in pensione Berlusconi. La punta di un iceberg che vede in subbuglio perfino l’ala degli ex sindaci della Milano da bere.
ARRABBIATISSIMA MORATTI. Tra gli arrabbiatissimi, poi, il sempre meno taciturno Gianni Letta e la stessa Moratti. Che aveva faticosamente cercato di recuperare terreno tra i moderati con la lista civica Moioli-Terzi, peraltro non gradita ai ‘falchi’, e ora rischia, tra i toni del Cav e i manifesti sopra le righe, di vedere vanificato il suo lavoro.

La rinuncia di Lassini

 Nel riquadro, Roberto Lassini, l’autore dei manifesti contro i magistrati di Milano.

Dopo un’ennesima giornata di appelli, il provocatore dell’associazione Dalla parte della democrazia ha chiesto scusa a Napolitano e obbedito, decidendo di rinunciare alla campagna elettorale. Tutto risolto? Difficile. Perché i malumori interni restano, nonostante il dietrofront dell’ex sindaco, che solo in mattinata aveva minacciato di ‘vuotare il sacco’ su misteriose rivelazioni.
E anche perché procede a ritmo sostenuto l’inchiesta per vilipendio dell’ordine giudiziario che vede protagonisti lo stesso Lassini, un tipografo e il responsabile della segreteria di Mantovani, Giacomo Di Capua. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, dovrebbe ricevere al più presto la richiesta per procedere prevista dal reato contestato.
RISCHIO BOOMERANG. Nell’attesa di un quadro più preciso resta il rischio boomerang, e cioè allontanare la parte più moderata dell’elettorato per attrarre quella più intransigente. Lo afferma Luca Comodo, di Ipsos: «Più che compattare o galvanizzare, questa polemica sui manifesti rischia di allontanare ulteriori votanti da Letizia Moratti e dal Pdl».
E, magari, spingerli tra le braccia della Lega. Che per il momento, a parte qualche voce isolata, tace e acconsente. Dalle parti del presidente del Consiglio, sul Giornale, i suoi conti sono finiti in prima pagina insieme con le vicende giudiziarie di Luca Cordero di Montezemolo («Dopo Montecarlo Montezemolo»: il prossimo Gianfranco Fini?) e un duro atto d’accusa contro Stefania Craxi, definita «l’ultima ingrata». Tracce che segnano uno dei crinali su cui dovrà arrischiarsi la campagna elettorale del Cavaliere. 

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 Why mr. B wish to get oil on the fire. Why scaffoldings tones

We establish a first point to investigate the issue. That is, we say now that if it is clumsy excess of an individual who, instead of a concerted strategy to the table, the judiciary will establish a day. But the dust raised from the exhausting controversy on the posters’ Get rid of the Br from the prosecution “could end up in the face of Giuliano Pisapia. And inflation, for the umpteenth time, the sails of the boat Berlusconi. Always on the verge of sinking, but still afloat.
The logic is simple, and that makes sense is confirmed by other pollsters: to raise the level of conflict and take it from the administrative to the political. Because if you can not erase with a sponge five years of an administration that, polls say, did not convince the people of Milan, he can at least mitigate the memory. For example, taking the public with yet another episode of a movie in theaters for 17 years, featuring Silvio Berlusconi and the judiciary to assume the role of good and bad (the order is left to the reader.)

“Either with me or against me”
The experts have no doubt it can work. Letizia Moratti, at the time, ranging between 48% and 50.8% of the vote. Not enough to be certain of avoiding a runoff with Pisapia, candidate of the center. That could be fatal. What to do? “Berlusconi tries to exaggerate the tones to bring the battle on the political level,” said Luigi Crespi, Crespi Ricerche. And join the troops around the usual referendum: “Or with me or against me.” Not by chance, in fact, Knight has sensed the weakness of woman and Leticia decided to present themselves as leaders, put the name and face. And the impact of the flyers who equate judges and RB? “The electoral weight is zero.” Moreover, gloss Crespi, Knight said and done worse, calling them “crazy, a metastasis.” The usual, in fact. So far in many cases led luck in the elections.
COVER dissatisfaction. And Anthony Noto, the IPR Marketing, confirms: “Berlusconi has the need to take the campaign from the administrative level than the national average because there is a significant level of dissatisfaction with the outgoing junta, even by the center-right voters.”
In short, the excess of zeal at the right time, one might say, thinking about the exit of the former Democratic Mayor Robert Lassini. But, according to the Milan judiciary, could fall within a clear strategy hatched by the party. It inspired Lassini also agrees on this, just by the tone and the words of the knight.
IN DEFENCE OF FALCHI Lassini. So while Letizia, perhaps in response to the words of Umberto Ambrosoli simple but hard, you give the ultimatum (“either me or him”) and the regional coordinator Mario Mantovani, after many hesitations and excuses, rod a letter formally requesting that the setback , the Falcons lined up more or less openly, with the scapegoat. By Daniela Santanche that minimizes (“there are things worse than this), Giancarlo Lehner substantially increasing (” we have been lining of attorney to Br is a historical fact “) and George Stracquadanio that, while deploring the act, defines perfect in terms of communication. “No candidate has had its first pages …” says a Lettera43.it between serious and humorous, like a script.
This is also popular sovereignty. After all it was a reaction “understandable”, even if erroneous, had also supported the Minister of Economic Development, Paul Romans. Stracquadanio merely to add that it may also pay in terms of consent, as well as advertising. “It’s called popular sovereignty”, he concluded, chuckling.
For the City Council of the Democratic Party (PD) Pierfrancesco Maran, however, much less inclined to laugh, “It’s all part of an organic campaign,” accused, “where the poster for the cheerleaders need to meet the disappointed flop on ‘ immigration. ”

Strategy or fatality, there is a price to pay. First, a crew more and more contentious, and increasingly pirates. But times like these are what they are, and have replaced the foil, saber and hooks. Not bad, yet, even though the divisions end up playing into the hands of the president.
The problem is that the pattern is known, and begins to be not only predictable, but expected. And therefore to be boring. So not only is the opposition to get across. The intervention of the head of state Giorgio Napolitano, who spoke of “shameful provocation” and a dangerous atmosphere on the verge of “degeneration” is a clear signal that if ever the game was now no longer is fun.
DOUBTS OF CATHOLICS AND SOCIALIST. Worse still, it’s even more fun not to the People of Freedom (PDL). Inside, it is known, which will see the battle raging, after the administrative, organizational and the redefinition of the tasks. A factor of tension that should be added that many people are not like most methods of Knight. From the eminence of finance in white Catholics living in Milan, attracted dall’astensionismo. Moving on, and it’s recent history, for the Socialists. That the mouth of Stefania Craxi, the daughter of the man who Silvio sees as a precursor and model, explicitly mandate retired Berlusconi. The tip of the iceberg in an uproar that sees even the wing of former mayors of Milan to drink.
Mad MORATTI. Among the angry, then, the less taciturn Gianni Letta and the same Moratti. Who had tried hard to catch up with the moderates among the civil list Moioli-Third, which was not acceptable to the ‘hawks’, and now risks, including the tone of Cav and posters over the top, frustrated to see his work.

After yet another day of calls, the provocateur of the association from the side of democracy has apologized to Napolitano and obeyed, deciding to abandon the campaign. All resolved? Difficult. Why do bad moods are left behind, despite the turnabout of the former mayor, who only that morning had threatened to ‘spill the beans’ on a mysterious revelations.
And because it proceeds at a steady pace for the defamation of the judicial inquiry starring the same Lassini, a printer and the head of the secretariat of Mantovani, James Di Capua. Justice Minister, Angelino Alfano, should receive as soon as the request to proceed expected from the offense.
BOOMERANG RISK. Pending a more accurate picture of the risk remains boomerang, and remove the part that is more moderate electorate in order to attract the most intransigent. This was stated by Luke Convenient, Ipsos: “Rather than shrink or galvanize, this controversy on the posters risk alienating more voters by Letizia Moratti and the PDL.”
And maybe push them into the arms of the League. That for the moment, apart from some isolated voice, and is silent consents. From the President of the Council, the Journal, his accounts were finished on the front page along with the legal proceedings of Luca Cordero di Montezemolo (“After Monaco Montezemolo ‘next Gianfranco Fini?) And a tough indictment of Stephen Craxi, called “the ultimate ungrateful.” Traces that mark one of the ridges on which the campaign will run the risk of the Knight.

 

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