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Parmalat, assolte le banche estere

Erano accusate di aggiotaggio. La sentenza di oggi però ha stabilito che Morgan Stanley, Bank of America, CitiGroup e Deutsche Bank non furono complici di Calisto Tanzi nel diffondere false informazioni al mercato sui “bond”. Scagionati anche i manager. Doccia fredda per la pubblica accusa e per i 30 mila risparmiatori che si erano costituiti parte civile. 

La faccia della disperazione di Callisto Tanzi
 

Non c’è stato insomma l’effetto traino della sentenza Thyssen. Questa volta i giudici della seconda sezione penale del tribunale di Milano hanno assolto le quattro banche estere imputate per la legge 231 in relazione al reato di aggiotaggio per il crack della Parmalat. Assolti anche i manager. Per i giudici non hanno commesso il reato di “aggiotaggio informativo” Morgan Stanley, Bank of America, CitiGroup e Deutsche Bank, le quattro banche estere imputate nel processo milanese sul crack Parmalat, e non lo hanno fatto neppure i cinque dirigenti e funzionari degli stessi Istituti di Credito finiti sul banco degli imputati con l’accusa di aver dato false comunicazioni al mercato per ‘gonfiare’ il titolo Parmalat oltre il proprio reale valore di mercato. Lo hanno deciso i giudici della seconda sezione penale di Milano dopo tre ore e mezza circa di camera di consiglio. Le banche estere, secondo i giudici, non furono quindi complici di Calisto Tanzi nel diffondere false informazioni al mercato sui bond.

Una doccia fredda per la pubblica accusa, che con i pm Eugenio Fusco e Carlo Nocerino aveva chiesto di confiscare ai quatto istituti di credito 120 milioni di euro complessivi, più il pagamento di 900mila euro ciascuno a titolo di risarcimento. Quanto ai funzionari e dirigenti delle banche accusati di aggiotaggio informativo, per loro i pm milanesi avevano chiesto pene comprese tra un anno e un anno e quattro mesi di reclusione. Ma il verdetto del tribunale di Milano è una doccia fredda anche per i circa 30 mila risparmiatori che erano rimasti beffati dall’acquisto di bond Parmalat e che, nella speranza di ottenere un risarcimento, si erano costituiti parte civile.Gioia e abbracci tra i legali del processo alle banche straniere accusate di aggiotaggio nell’ambito del secondo procedimento milanese sul crack della Parmalat. Dopo la lettura della sentenza dei giudici della seconda sezione penale che ha assolto banche e manager imputati, prima in aula si è sentito un brusio poi è scoppiata la gioia dei legali. Di segno nettamente contrario la reazione dei due pm presenti in aula, Eugenio Fusco e Carlo Nocerino che, dopo la lettura del dispositivo, si sono allontanati senza dire una parola.Durissima la reazione del Codacons alla sentenza:  “E’ una vergogna. I magistrati italiani scendono in campo contro processi brevi e prescrizioni, appellandosi proprio a cause di valenza sociale come Parmalat e crack vari, e poi, quando si trovano a decidere su tali vicende, danno torto ai cittadini e assolvono le banche che hanno venduto carta straccia”, sottolinea il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi. “Invitiamo i risparmiatori a proseguire la battaglia in sede civile – prosegue Rienzi – al fine di far valere i propri diritti contro i potentati bancari”.
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Parmalat, acquitted foreign banks

They were accused of insider trading. Today’s sentence, however, ruled that Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup and Deutsche Bank were not complicit in spreading false information Calisto Tanzi to the market on “bond”. Also cleared the manager. Cold shower for the prosecution and for the 30 000 investors who had claimed damages.

The face of the despair of Callisto Tanzi, now held together with Parmalat’s management solely responsible for the financial crash 

There was in fact the coupling effect of the Judgement Thyssen. This time the judges of the Second Criminal Chamber of the Milan court acquitted the four foreign banks have entered the law 231 in relation to the crime of insider trading to the crack of Parmalat.Acquitted managers. For the judges did not commit the crime of “insider trading information,” Morgan Stanley, Bank of America, Citigroup and Deutsche Bank, the four foreign banks charged in Parmalat trial in Milan on, and did not even have five directors and officers of the same Banks finished the dock on charges of giving false information to the market to ‘inflate’ the Parmalat shares beyond their real market value. The courts have decided the Second Criminal Chamber of Milan after three and a half hours of deliberation. Foreign banks, according to the judges, were not so complicit Calisto Tanzi in spreading false information to the bond market.

A cold shower for the prosecution, that the prosecutor Eugenio Fusco and Carlo Nocerino had asked four banks to confiscate 120 million euro in total, plus the payment of 900 € each in compensation. As for the officers and directors of banks accused of insider trading information to prosecutors in Milan had asked their sentences of between one year and one year and four months imprisonment. But the verdict of the court in Milan is also a cold shower for about 30 thousand investors who had been tricked by the acquisition of Parmalat bonds and that, in the hope of receiving compensation, had claimed damages.

Joy and hugs among the legal process to foreign banks accused of insider trading in Milan on the collapse of the second case of Parmalat. After the verdict of the judges of the second section, criminal defendants acquitted banks and manager, first in class we heard a noise then we saw the joy of the lawyers. As a sign strongly against the reaction of the two pm in the courtroom, Eugenio Fusco and Carlo Nocerino, after reading the device, they ran away without saying a word.

In a tough reaction Codacons to the decision: “It ‘s a shame. Italian magistrates are on the field against short processes and requirements, appealing precisely because of social value such as Parmalat and several crack, and then, when they decide on these events give the wrong people and fulfill the banks that sold waste paper, “said the president of the consumer, Carlo Rienzi. “We encourage investors to continue the battle in the civil – Rienzi continues – in order to assert their rights against the powerful banks”.

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