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Retroscena dell’omicidio Vassallo

Pollica, il borgo con vista sul Cilento

Forse dietro all’omicidio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo c’è una storia che nessun giornale ha finora raccontato. Un progetto, tanti soldi e il sogno di fare del Cilento un modello di sviluppo delle energie rinnovabili.

Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, è stato ucciso in un agguato di stampo camorristico il 5 settembre alle ore 22.15. L’ennesimo omicidio di mafia, uno dei tanti al Sud. Dovrebbe passare sotto silenzio se non fosse che la vittima in questione è un primo cittadino, conosciuto dalle sue parti per la propria onestà ed integrità morale. Il mito della terra felice, del Cilento lindo e pinto ora non esiste più. L’agguato presenta molti lati oscuri. Il fratello del sindaco ucciso rivela le confidenze fattegli da quest’ultimo pochi giorni prima di morire: “Mi disse che elementi appartenenti alle forze dell’ordine, in particolare alla stazione dei carabinieri locale, frequentavano persone poco raccomandabili”. Un eufemismo fin troppo gentile per dire che dei pubblici ufficiali se la stavano facendo con dei camorristi. Pronta arriva la smentita del generale dell’Arma Mottola: «Carabinieri di Pollica sono esempio di lealtà» e le stigmatizzazioni sulle denunce fatte da Vassallo al Comando Provinciale dell’Arma: «Nessuna denuncia di collusione tra agenti e malavitosi». D’altronde, al suo posto, voi cosa avreste detto? Improvvisamente ci si ricorda che Acciaroli è nelle mire di diversi gruppi criminali. L’Osservatorio sulla camorra riporta che, a differenza della camorra napoletana e casertana, quella salernitana si differenzia per la mancanza di un apparato militare “pesante”. Qui i clan assumono le caratteristiche di un “comitato d’affari” e si muovono strettamente nel loro territorio d’origine. Si dedicano al racket, alla droga, al controllo degli appalti, investono nella movida salernitana e nei negozi di abbigliamento di lusso. Tra vecchi boss dell’era cutoliana e giovani rampanti del traffico di stupefacenti, la camorra salernitana si interessa a qualsiasi tipo di attività economica. Inoltre risulta forte anche la componente che fa capo al clan dei Casalesi, specie nel controllo degli appalti pubblici e nello smaltimento illecito di rifiuti. Il porto di Salerno è sotto la loro gestione insieme ad alcuni clan della provincia di Napoli; rappresenta un punto strategico del traffico di droga. Se ne deduce che Angelo Vassallo non poteva non avere a che fare con i poteri che vogliono da sempre piegare il Mezzogiorno.

Il Sindaco Angelo Vassallo

Chi governa qui al Sud deve scegliere: adeguarsi o combattere. La grande maggioranza opta ovviamente per la prima scelta, e spesso non ha tutti i torti. I poteri hanno cancellato ogni possibilità di sviluppo nelle regioni meridionali. I numerosi riconoscimenti di Legambiente alla politica di Vassallo, i risultati conseguiti nella raccolta differenziata, l’aumento dei flussi turistici nelle aree costiere di Acciaroli stavano dando forma al sogno di un’oasi felice nel caos campano. Il suo partito, il Pd, lo aveva progressivamente abbandonato e lui se ne sentiva deluso, tanto da mostrare segni di apprezzamento per la Lega. Oggi Piero Fassino, in una lettera indirizzata all’Anci campana, ha auspicato che il suo sacrificio non venga dimenticato, affinché “diritto, giustizia e democrazia prevalgano”; strano, fino all’altroieri era seduto a discutere al convegno del Pd col pidiellino Renato Schifani, su cui pendono sospetti di presunti rapporti con la mafia. Secondo un magistrato, amico della vittima, Vassallo negli ultimi tempi aveva timore di infiltrazioni mafiose negli appalti per il porto di Acciaroli. Di recente gli aveva confidato di aver allontanato gruppi di imprenditori napoletani interessati alla gestione di ristoranti e alla compravendita di immobili di lusso. Fra movimenti sospetti di imprenditori poco raccomandabili, tentativi di infiltrazioni negli appalti del porto, sospetti di collusione tra agenti delle forze dell’ordine e criminalità il quadro in cui si va ad inserire il delitto si complica.

L’uccisione di Vassallo appare dunque atipica. Vi sono altri modi per eliminare le amministrazioni comunali ritenute scomode, troppo dedite allo sviluppo del territorio: lo scioglimento dei Comuni per inadempienze o mafia. E’ il caso del Comune di Camigliano, in provincia di Caserta. Qui il sindaco Vincenzo Cenname aveva tirato su un ciclo virtuoso dei rifiuti in cui il 70% veniva riciclato, grazie ad una serie di ordinanze come la raccolta di oli esausti, il riciclaggio della plastica nelle scuole, la distribuzione di pannolini lavabili ecc. Un raro esempio di buona gestione della cosa pubblica che però non ha convinto il ministro Roberto Maroni, il quale ha licenziato la giunta perché quest’ultima si era dichiarata contraria a cedere la gestione dei rifiuti alla provincia, impostata sulle tasse e sul sistema obsoleto delle discariche e degli inceneritori fortemente voluti dal quel gran burlone di Silvio Berlusconi. Non è tuttavia la prima volta che i Comuni vengono sciolti in maniera strumentale; accadde già nel 2004 al Comune di Marano di Napoli: un Roberto Saviano non ancora famoso raccontò sulle pagine di “Nazione Indiana” la storia del sindaco anticamorra di Rifondazione Comunista Maurizio Bertini, impegnato a contrastare le attività criminali del potentissimo clan Nuvoletta; la sua giunta venne sciolta per infiltrazione camorristica su richiesta esplicita del senatore di Forza Italia Emiddio Novi, componenete della Commissione Antimafia, e del parlamentare di Alleanza Nazionale Michele Florino; entrambi utilizzarono l’arma della delegittimazione per poter mettere le mani sul municipio. L’omicidio rappresenta quindi l’atto finale. Angelo Vassallo doveva essere eliminato fisicamente perché aveva ostacolato qualcosa di grosso. Il porto e la droga non bastano per motivare tanta efferatezza. Forse esistono dei retroscena che i giornali non hanno raccontato, soffermandosi soltanto su particolari superficiali e irrilevanti.

Per capirci qualcosa bisogna perdersi nelle ratagnele della burocrazia, nelle matasse inestricabili di commi, articoli, leggi, regolamenti su cui si fonda la mostruosa macchina amministrativa italiana. Bisogna andare indietro di circa un anno. Verso settembre 2009 I sindaci dei diversi Comuni del Cilento si erano impegnati ad investire le proprie energie nella realizzazione di un progetto comune che ponesse come obiettivo lo sviluppo del territorio: ciò permetteva loro di poter accedere agli “Accordi di Reciprocità” ideati dalla Regione Campania nel 2006 e ufficializzati da una disciplinare nell’agosto 2009. In base alle direttive delineate dalle ultime volontà dell’ex presidente Antonio Bassolino e della sua giunta, gli Accordi di Reciprocità (AdR) consentono ad un gruppo di Comuni riuniti in un Sistema Territoriale di Sviluppo (Sts) di costituirsi in un Partenariato Istituzionale Locale (PIL) formalizzando gli impegni reciproci tramite la sottoscrizione di un Protocollo d’Intesa, in cui viene individuato il Soggetto capofila del PIL che si accolli le responsabilità economiche, finanziarie, legali di un “Progetto portante”.

In parole povere le diverse amministrazioni comunali riunite in gruppo possono accedere ai fondi europei per le aree sottosviluppate a patto che reinvestino questo denaro in un progetto che rilanci lo sviluppo del territorio. Ogni Accordo di Reciprocità può utilizzare una cifra tra i 50 e i 70 milioni di euro per finanziare il progetto. Nel complesso, gli Accordi di Reciprocità mettono a disposizione la cifra di 500 milioni di euro. Il Parco Nazionale del Cilento, insieme al Comune di Pollica, propose il progetto “Verso l’Autonomia Energetica del Parco”, in cui è prevista la costruzione di impianti eolici, la messa in funzione di vecchie centrali idroelettriche e soprattutto la realizzazione di una centrale fotovoltaica da 20 Kw in grado di servire l’intero parco. Ai 70 milioni di fondi pubblici si sarebbero così aggiunti gli investimenti dei privati, per un ammontare di 128 milioni di euro. Il promotore di questo progetto era il direttore della Comunità del Parco, ovvero il sindaco Angelo Vassallo. Per l’occasione Acciaroli era stata designata quale meta culturale di una nuova politica ambientale: dal 10 al 12 settembre, presso la cittadina costiera, il sindaco Angelo Vassallo avrebbe partecipato all’evento “’U viecchiu” unitamente col Movimento per la Decrescita Felice presieduto da Maurizio Pallante, con Slow Food, con la Regione Campania e con i Meetup di Beppe Grillo proprio per parlare di forme alternative per la produzione di energia elettrica.

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Behind the murder of the mayor of Pollica Angelo Vassallo: this is a story that no newspaper has yet told. One project, lots of money and the dream of making a model of Cilento development of renewable energy.

Angelo Vassallo Pollica mayor, was killed in an ambush-style Camorra the 5 September 22.15. The murder of another mafia, one of many to the South should pass over in silence were it not that the victim in question is the first city known its share for its honesty and integrity. The myth of the happy land, Cilento neat and pinto no longer exists. The ambush has many dark sides. The mayor’s brother killed reveals that the confidences made to him by a few days before his death: “He told me that items belonging to security forces, particularly the local police station, frequented unsavory people.” A euphemism too polite to say that if public officials were doing with the Camorra. Ready to get the denial of the generals in Mottola: “Carabinieri inches are examples of loyalty” and the stigma of allegations made by Vassallo Provincial Command agent: “No allegation of collusion between officials and criminals.” Moreover, instead, what you said you would? Suddenly you remember that Acciaroli is in sights of various criminal groups. The Centre reports that the Camorra, the Neapolitan Camorra and unlike Caserta, Salerno that differs by the lack of a military “heavy”. Here the clans take the characteristics of a committee of business “and move close to their territory of origin. Are dedicated to racketeering, drugs, monitoring of contracts, invest in Salerno nightlife and shops of luxury apparel. Between old and young boss era cutoliana rampant drug trafficking, the Camorra Salerno is interested in any kind of economic activity. Furthermore, it is also a strong component that is part of the Casalesi clan, especially in the control of public procurement and disposal of illegal waste. The port of Salerno is under their management along with some clans in the province of Naples is a strategic point of drug trafficking. This suggests that Angelo Vassallo could not have anything to do with the powers that want to always bend the South.

Who governs here in the South must choose: adapt or fight. The vast majority opted for the course grade, and often has a point. The authorities have removed any possibility of development in the south. The many awards Legambiente policy Vassallo achievements in recycling, the increase in tourism in coastal areas of Acciaroli were giving shape to the dream of a happy oasis in the chaos of Campania. His party, the Democratic Party, had gradually abandoned him and he felt disappointed, so much to show signs of appreciation for the League. Today Piero Fassino, in a letter to ANC bell, hoped that his sacrifice is not forgotten, so that “law, justice and democracy prevail” strange all’altroieri sat up to discuss the conference with the PD pidiellino Renato Schifani, which hang on suspicion of alleged links with the Mafia. According to a magistrate, a friend of the victim, Vassallo recently had fear of mafia infiltration in procurement for the Port of Acciaroli. Recently, he confided that he had alienated groups Neapolitan entrepreneurs interested in the management of restaurants and the sale of luxury properties. Among suspicious movements of unsavory entrepreneurs, infiltration attempts in the procurement of the port, suspected of collusion between law enforcement officials and crime is the framework in which to incorporate the crime is complicated.

The killing of Vassallo is therefore atypical. There are other ways to eliminate municipalities deemed inconvenient, too concerned with the development of the territory: the dissolution of Commons for non-compliance or the Mafia. It ‘s the case of the Municipality of Camigliano, in the province of Caserta. Here the mayor Vincenzo Cennamo had pulled up a virtuous cycle of waste in which 70% was recycled through a series of ordinances such as collection of used oil, plastic recycling in schools, distribution of washable nappies etc.. A rare example of good public management but did not convince Minister Roberto Maroni, who dismissed it because the junta had declared otherwise dispose of waste management to the province, laid the charges and the outdated system of landfills and incinerators strongly desired by the great joker of Silvio Berlusconi. It is however not the first time that municipalities are dissolved in an instrumental happened in 2004 in Marano di Napoli: Roberto Saviano not yet a famous story in the pages of “Indian Country” the story of Mayor anticamorra Communist Refoundation Maurizio Bertini , pledged to combat criminal activities of the powerful clan Nuvoletta, his junta was dissolved Camorra infiltration at the express request of Senator Forza Italy Emiddio Novi component on the Anti-Mafia Commission, and National Alliance parliamentary Michele Florino, and both use the weapon the de-legitimization to get their hands on City Hall. The murder represents the final act. Angelo Vassallo was to be eliminated because he had physically obstructed something big. The port and drugs are not enough to justify such brutality. Perhaps there are background that newspapers have not told, focusing only on particular superficial and irrelevant.

To understand something must be lost in the bureaucracy ratagnele in inextricable skein of paragraphs, articles, laws, regulations underpinning the Italian administrative monstrous machine. We must go back about a year. To September 2009 The mayors of several municipalities Cilento had promised to invest their energies in establishing a common project that put an objective the development of the territory that would enable them to have access to the “reciprocity agreements” designed by the Campania Region in 2006 and formalized by a specification in August 2009. According to the guidelines outlined by the wills of former President Antonio Bassolino and his junta, Reciprocity Agreements (AdR) to allow a group of municipalities meeting Territorial Development System (STS) to form a partnership in local institutions ( GDP) formalizing the mutual commitments by signing a Memorandum of Understanding, which is found in the Subject leader of GDP that should bear all the responsibility for economic, financial, legal, a “Project carrier.

In short, several municipalities joined in a group can access European funds for underdeveloped areas provided reinvestino this money into a project that raises the area’s development. Any reciprocity agreement may use a figure between 50 and 70 million euros to finance the project. Overall, reciprocal agreements available to bring the figure of 500 million. The Cilento National Park, together with the Municipality of Pollica, proposed the project “Towards Energy Independence Park, which is planned to build wind farms, the operation of old hydropower plants and especially the creation of a central 20 kW photovoltaic able to serve the entire park. For 70 million of public funds would be added as private investments, amounting to 128 million euros. The promoter of this project was the director of the Community Park or the Mayor Angelo Vassallo. For the occasion Acciaroli was designated as a cultural destination of a new environmental policy: 10 to 12 September, at the coastal town, the mayor would attend Angelo Vassallo “‘U viecchiu” together with the Movement for the decrease chaired Happy Maurizio Pallante, with Slow Food, with the Campania Region and the right Meetup Beppe Grillo to discuss alternative forms for the production of electricity.

 

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Categorie:Uncategorized
  1. italian4journalist desk
    6 marzo 2015 alle 14:28

    Sicuramente su questo omicidio c’e’ ancora molto da scrivere, ma e sopratutto, da sapere.

  1. 6 marzo 2015 alle 05:20
  2. 26 maggio 2012 alle 05:28

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