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Eolico, le pale della mafia…

Addio Sardegna autonoma e indipendentista. Il business dell’eolico e il ricco bottino dei fondi pubblici sono entrati nel mirino di imprenditori legati alle cosche. E di tanti altri faccendieri.

In Sardegna è partito l’assalto all’industria dell’energia pulita. E ci siamo giocati, con questo, anche la Sardegna che conscevamo un tempo. Stanno infatti cadendo uno dopo l’altro gli ultimi territori liberi dalla mafia, visto che gli interessi di imprenditori in contatto con gli uomini di Cosa nostra sono arrivati fin qui, nel cuore più antico dell’autonomismo.

Da queste parti gli amici degli amici non sparano. Vengono armati di mappe meteorologiche, anemometri e soldi. Montagne di calcare e granito rosso, di pascoli e sughereti sono state sventrate per innalzare eliche e torri. Ovunque. L’entroterra incontaminato dell’isola non sarà più lo stesso che abbiamo visto o sentito raccontare. L’energia eolica regala elettricità pulita in tutto il mondo. Non nell’Italia del malaffare certificato. Bastano 10 mila euro per conquistare il diritto a demolire il paesaggio. È il capitale necessario per costituire una piccola srl. E per accaparrarsi poi le concessioni e i milioni di finanziamento pubblico.

Si possono vedere all’opera a Cagliari amministratori di società che a Napoli si occupano di noleggio di pedalò: in fondo si tratta sempre di fonti alternative. Oppure capita di inciampare nelle aziende del capitalismo nazionale. E scoprire che l’ex socio che ha aperto la via del vento ai fratelli Gianmarco e Massimo Moratti è stato condannato il 9 marzo a Palermo per corruzione. Con l’aggravante di avere favorito proprio Cosa nostra. Si chiama Luigi Franzinelli, 66 anni: ha disseminato l’Italia di pale e piloni.

Bisogna percorrere le coste e i crinali esposti al maestrale. Dalla provincia di Cagliari a quella di Sassari. Non si incontrano soltanto burattinai che portano in Sicilia. Si finisce in mezzo all’ultimissima inchiesta avviata dalla Procura di Roma su affari e politica.

Al centro degli accertamenti per corruzione ci sono le attività di Ignazio Farris, direttore generale dell’Agenzia regionale sarda per la protezione dell’ambiente, nominato il 6 agosto 2009 dalla giunta di centrodestra di Ugo Cappellacci. E c’è il lavoro dell’ex assessore ai Servizi sociali della provincia di Cagliari, Pinello Cossu (Udc). L’indagine porta al progetto per un parco eolico nella zona industriale di Cagliari e coinvolge pure l’ex assessore socialista al Comune di Napoli, Arcangelo Martino, l’imprenditore che ha raccontato al ‘Corriere della Sera’ di avere presentato Silvio Berlusconi a Benedetto Letizia, padre di Noemi, l’amica allora minorenne del presidente del Consiglio.

E ancora altri nomi: il magistrato Pasquale Lombardi e Flavio Carboni, 78 anni, il famoso faccendiere che in Sardegna ha venduto Villa Certosa a Berlusconi. E che da decenni si muove nelle ombre italiane, fuori e dentro i processi: dalla bancarotta del Banco Ambrosiano all’omicidio di Roberto Calvi, ai legami con i boss della banda della Magliana. Secondo le notizie trapelate, Lombardi e Carboni parlano più volte al telefono dei loro interessi sardi, dei contatti con il senatore Marcello Dell’Utri, sotto processo per mafia a Palermo, e del coordinatore del Pdl, Denis Verdini, già sotto inchiesta a Firenze per gli appalti della Protezione civile. La corsa italiana alle energie alternative al petrolio è soltanto all’inizio. Ed è facile immaginare cosa si rischia con i progetti per il nucleare. Perché proprio in Sardegna, per la sua tranquillità sismica, si prevede la costruzione di una o più centrali.

L’ex socio del gruppo Moratti in contatto con la mafia verde ha combattuto anni per trasformare lo splendido altopiano che separa Ulassai da Perdasdefogu, nella provincia dell’Ogliastra. Il risultato del lavoro di Luigi Franzinelli sono le gigantesche eliche piazzate dappertutto lungo la strada provinciale 13. E altre sorgeranno ancora. È il più grande parco eolico con 48 generatori su un totale previsto di 96. Quando la nebbia primaverile si dirada, da qui si vede il mare che bagna Arbatax, sulla costa orientale. Ulassai è un paese di 1.500 abitanti appeso alle nuvole. Una meta che grazie a Internet richiama speleologi e arrampicatori dal Nord Europa per le grotte e le pareti di calcare a picco sulle case. Perdasdefogu, 2.300 abitanti, è invece famosa per il vicino poligono sperimentale interforze di Salto di Quirra e per gli allarmi dopo l’esplosione di bombe e missili con uranio impoverito. Tra i due paesi, 27 chilometri di pascoli. Prima dell’arrivo da queste parti di Franzinelli c’erano soltanto secoli di pastorizia e giornate di vento impetuoso.
 
L’imprenditore viene condannato in primo grado poco più di un mese fa dal giudice di Palermo, Daniela Troja. Due anni con rito abbreviato: corruzione, aggravata dall’avere agevolato Cosa nostra. Il processo riguarda la costruzione del parco eolico intorno a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Secondo l’accusa, i boss hanno scelto e favorito la società Sud wind di Franzinelli. In cambio di tangenti versate a un esponente locale di Forza Italia, candidato alle Regionali del 2006. Condannato a un anno e 10 mesi anche uno dei soci, Antonio Aquara, 52 anni, salernitano di Ottati. Otto anni e quattro mesi per associazione mafiosa invece a Giovan Battista Agate, 68 anni, fratello del boss massone Mariano. A processo, funzionari del Comune di Mazara e imprenditori vicini al capo dei capi, Matteo Messina Denaro.

Luigi Franzinelli è accusato di reati commessi tra il 2004 e il 2007. Quello che sfugge alle cronache giudiziarie è che proprio in quegli anni Franzinelli e alcuni suoi familiari sono in affari con Corrado Costanzo, l’attuale direttore finanziario della Saras di Cagliari, il gruppo petrolifero dei fratelli Moratti. Insieme si occupano della realizzazione del parco eolico di Ulassai per conto della Saras. Né i Moratti né Costanzo, come risulta dall’inchiesta, erano al corrente dell’attività in Sicilia dell’ex socio finito nei guai per avere aiutato la mafia. E dal 2008 hanno interrotto ogni rapporto con l’imprenditore e con i suoi familiari.

Quello di Franzinelli è il classico identikit dello ‘sviluppatore’: una figura tutta italiana nell’affare delle energie alternative. Lo sviluppatore è come un incursore: fonda o amministra società a responsabilità limitata da 10 mila euro, si accaparra i terreni, convince i Comuni, spiana la strada ai progetti, ottiene le concessioni e alla fine cede la società o l’attività alle grandi imprese che gestiranno i generatori e venderanno l’elettricità al gestore del servizio elettrico nazionale. Una sorta di testa di legno. E come per le più misteriose teste di legno, il passato non è custodito in Sicilia ma al Nord. Franzinelli è nato in provincia di Trento, a Molina di Ledro. Prima di diventare imprenditore dell’energia, si fa notare come segretario della Cgil in Trentino.

Negli atti dell’inchiesta sulla mafia di Mazara oltre alla Sud wind, che non ha nessun legame con il gruppo Saras dei Moratti, si accenna al suo ruolo di amministratore delegato nella Sarvent di Cagliari. Questa è una srl da 10 mila euro costituita il 14 giugno 2001 da Franzinelli e da Antonio Aquara, il socio condannato con lui a Palermo. Nel 2002 parte delle quote vengono vendute alla Ensar srl, la società elettrica dei Moratti. E poco dopo, a un’altra società del gruppo Saras, la Sardeolica nella quale Franzinelli viene nominato amministratore delegato e Aquara consigliere, accanto al presidente Corrado Costanzo. Nel 2003 la Sarvent viene incorporata nella Sardeolica e scompare. E a fine 2004 Franzinelli e Aquara escono dal consiglio di amministrazione. Nello stesso periodo però il gruppo dei Moratti costituisce a Cagliari con Luigi Franzinelli e i suoi familiari una società di progettazione nel settore eolico, la Nova Eolica srl, passata nel 2008 sotto il controllo totale del gruppo Saras. L’uscita dei Franzinelli avviene proprio mentre l’imprenditore trentino è sotto inchiesta per i rapporti con la mafia.

Alla fine del balletto di quote e cariche, la concessione sul terreno comunale del parco eolico di Ulassai, finanziato dal fondo europeo di sviluppo per un totale di 2.900 ettari, rimane alla Sardeolica. Nel bilancio 2008 la società dichiara un giro d’affari di 23 milioni e 800 mila euro grazie all’elettricità ricavata dal vento e una produzione in grado di soddisfare il fabbisogno di 160 mila famiglie. Il Comune di Ulassai, per la concessione, incassa ogni anno da Sardeolica 761mila euro. Il progetto ha creato 20 posti di lavoro. Ma le famiglie e le imprese del paese non hanno nessuna agevolazione sui consumi elettrici.
 
Da quando l’alleanza trasversale centrodestra-centrosinistra ha bocciato il piano paesaggistico e due anni fa ha provocato le dimissioni del governatore Renato Soru, gli ‘sviluppatori’ investono ovunque. Cercano accordi direttamente con i Comuni a caccia di soldi e posti di lavoro o con le altre amministrazioni locali. Così ha fatto nei mesi scorsi Stefano Rizzi, 48 anni, genovese residente a Montecarlo. È l’amministratore unico di una società con capitale in Lussemburgo, la Is Arenas renewable energies, che vorrebbe costruire una piattaforma eolica proprio davanti alla spiaggia gioiello di Is Arenas, vicino a Oristano. Rizzi è anche socio in provincia di Bergamo di un’azienda del gruppo K. R. Energy di Milano, che nel 2008 a sua volta si è fusa con la Kaitech spa. Secondo un’interrogazione alla Camera presentata lo scorso ottobre dall’ex presidente della Regione Mauro Pili (Pdl), nelle casse della Kaitech sarebbero passati soldi del tesoro dell’ex sindaco mafioso di Palermo, Vito Ciancimino. L’inchiesta della Procura di Palermo è del 2005. In quell’anno presidente del consiglio di amministrazione della Kaitech è Stefano Camilleri, sindaco di Palermo nel 1984 e dimissionario dopo appena 22 giorni.

Già tre anni fa Italia nostra e altre associazioni ambientaliste intuiscono cosa sta accadendo: “L’approssimazione e la mancanza delle più elementari regole di pianificazione stanno caratterizzando la proliferazione degli impianti di produzione energetica da fonte eolica”, è scritto nel dossier 2007 sull’Italia: “Assistiamo alla progressiva perdita di grandi valori territoriali legati al paesaggio, nonché alla decadenza delle regole democratiche nelle piccole comunità sotto la spinta di interessi economici”. Un allarme che oggi può essere trasferito in Sardegna. Dove le imprese pronte a dare l’assalto al vento raramente sono sarde. Come la Vento Macchiareddu tirata in ballo nell’inchiesta sul faccendiere Flavio Carboni: sede a Napoli e interessi nei progetti eolici del Consorzio per l’area di sviluppo industriale nella zona Macchiareddu a Cagliari. Le quote societarie fanno riferimento a Francesco Azzarito, Cristina La Marca, Angela Leone, imprenditori napoletani che tra le loro attività vantano anche il noleggio di barche e pedalò. E che dopo essersi occupati delle discariche campane, danno la caccia al vento e ai finanziamenti. Dalla Puglia alla Sicilia.

Non sono sardi nemmeno i proprietari della Geopower Sardegna srl. L’impresa che sta cambiando i connotati alle montagne di granito rosso tra Buddusò e Alà dei Sardi è stata costituita con 10 mila euro e appartiene alla britannica Falck renewables limited, dell’omonimo gruppo milanese. È uno dei progetti curati direttamente dai committenti, senza interventi di mediatori e ‘sviluppatori’ sospetti. I lavori sono tuttora in corso. Nel 2007, durante la presidenza Soru, la Regione ha fermato il cantiere. Contava sul piano paesaggistico che prevedeva la costruzione di torri eoliche soltanto nelle zone industriali o già compromesse. Nove mesi dopo il Tar ha dato ragione alla Geopower, che aveva ottenuto tutte le autorizzazioni richieste. Così sopra i sughereti della Gallura vedremo presto 69 eliche alte novanta metri. Daranno lavoro a 25 persone del posto e, secondo i sindaci dei due Comuni favorevoli al progetto, forniranno elettricità a buon mercato. In Sardegna maestrale e libeccio non mancano. Ma grazie agli aiuti pubblici, l’eolico italiano è anche un affare. Che troppo spesso soffia nella direzione sbagliata: invece di produrre energia pulita e proteggere l’ambiente, alimenta l’economia sporca e il potere dei clan.

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We also played Sardinia. Are falling one after another the last free territories by the Mafia. The interests of entrepreneurs in touch with men of Cosa Nostra have arrived here in the ancient heart of autonomy.

These parts do not shoot friends of friends. They are armed with maps, weather, airspeed and money. Mountains of limestone and red granite, cork and pastures were gutted to raise towers and propellers. Everywhere. The unspoilt hinterland of the island will never be the same we’ve seen or heard. Wind power offers clean electricity worldwide. Not in Italy of wrongdoing certificate. With just 10 000 euros to win the right to demolish the landscape. It is the capital required to build a small srl. And then to win concessions and millions of public funding.

You can see the work in Cagliari directors of companies that deal with Naples pedalo hire: it is always at the bottom of alternate sources. Or happen to stumble on holdings of national capitalism. And discover that the former partner who paved the way for the wind to the brothers Gianmarco and Massimo Moratti, was sentenced March 9 in Palermo for corruption. With the aggravating circumstance of having your favorite Cosa Nostra. His name is Louis Franzinelli, 66 years Italy has spread and masts of shovels.

We must walk the shores and ridges exposed to the Mistral. From the province of Cagliari, Sassari to. Not only meet puppeteers who bring in Sicily. It ends in the middle to the latest survey undertaken by the Public Prosecutor of Rome on business and politics.

At the center of investigations for corruption, there are activities Ignatius Farris, Director General of the Sardinian Regional Environment Protection, August 6, 2009 appointed by the junta’s center of Hugh Cappellacci. And there is the work of the former Social Services Department of the province of Cagliari, Pinelli Cossu (UDC). The investigation leads to a wind farm project in the industrial area of Cagliari and involves also the former Socialist councilor in the City of Naples, Arcangelo Martin, the contractor told to ‘Corriere della Sera’ have brought Silvio Berlusconi to Benedict Letizia, father of Naomi, her friend since the minor premier.

And still other names: the magistrate Pasquale Lombardi Flavio Carboni, 78 years, the famous fixer who sold Villa Certosa in Sardinia to Berlusconi. And for decades it moves in the shadows Italian, and out of processes: the bankruptcy of Banco Ambrosiano murder of Roberto Calvi, links with the gang boss of the Magliana. According to reports leaked, Lombardi and Carboni speak several times on the phone to their interests Sardinian contacts with the senator Marcello Dell’Utri trial for Mafia in Palermo, and the coordinator of the PDL, Denis Verdini, already under investigation in Florence Procurement of Civil Protection. The race to the Italian energy alternatives to oil is only the beginning. And it is easy to imagine what you could with plans for nuclear power. Why Sardinia, for its tranquility seismic is expected to build one or more stations.

The former member of the group in contact with the Mafia Moratti Green fought years to transform the beautiful plateau that separates from Ulassai Perdasdefogu in Ogliastra. The result of the work of Louis Franzinelli giant propellers are placed everywhere along the road 13. And still others arise. It is the largest wind farm with 48 generators a planned total of 96. Spring when the fog clears, from here you can see the sea that washes Arbatax, on the east coast. Ulassai is a village of 1,500 inhabitants hanging clouds. A goal thanks to the Internet draws cavers and climbers from Northern Europe to the caves and limestone cliffs overlooking the houses. Perdasdefogu, 2,300 inhabitants, is rather famous for close polygon test Headquarters jump Quirra and alarms after the explosion of bombs and missiles with depleted uranium. Between the two countries, 27 km of pasture land. Before the arrival of these parts were only Franzinelli centuries of grazing and days of strong wind.
 
The businessman was convicted in first instance just over a month ago by the court in Palermo, Daniela Troja. Two years with abbreviated rite: corruption, exacerbated by having facilitated Cosa Nostra. The process involves the construction of wind farm around Mazara del Vallo, near Trapani. According to the indictment, the bosses have chosen the company and favored South Wind Franzinelli. In exchange for bribes paid to a local leader of Forza Italy, candidate in the 2006 Regional. Sentenced to one year and 10 months also one of the partners, Antonio Aquara, 52, of Salerno Ottati. Eight years and four months for Mafia association instead to Giovan Battista Agate, 68, brother of Mariano Boss Mason. In the process, officials of the Municipality of Mazara and businessmen close to the chief of chiefs, Matteo Messina Denaro.

Louis Franzinelli is accused of crimes committed between 2004 and 2007. What escapes the law reports is that in those years Franzinelli and some family members are in business with Conrad Costanzo, the current finance director of Saras of Cagliari, the oil group of brothers Moratti. Together they occupy the completion of the wind farm on behalf of Ulassai Saras. Neither Inter nor consistent, as shown by the investigation, were aware of Sicily former member got in trouble for helping the Mafia. And since 2008 they have severed all ties with the farmer and his family.

What is the classic Franzinelli identikit of the ‘developer’: a figure very Italian in the business of alternative energy. The developer is like a raider: based administrative or limited liability companies from 10 000 euros, hoarding land, convinces the authorities, paving the way for projects, get the concessions and eventually gave the company or business to large enterprises who will operate the generators and sell electricity to the national electricity transmission service. A sort of wooden head. And as for the most mysterious wooden heads, the past is not secure in Sicily but in the North. Franzinelli was born in the province of Trento, Molina di Ledro. Before becoming a trader of energy, it is noted as secretary of the CGIL in Trentino.

In the records of the investigation on the Mafia in Mazara addition to South Wind, which has no connection with the group of Saras Moratti, mentions the role of CEO in Sarvent Cagliari. This is a limited liability company formed by 10 000 euros by June 14, 2001 Franzinelli and Antonio Aquara the member sentenced him to Palermo. In 2002, the shares are sold to Ensar Inc., Power Corporation of Moratti. And shortly after, another group company Saras, the Sardeolica Franzinelli in which he was appointed managing director and Aquarius, the next president Corrado Costanzo. In 2003 Sarvent Sardeolica is incorporated in and disappears. And in late 2004 and Franzinelli Aquara leaving the Board. At the same time, however, the group is in Cagliari Inter Franzinelli Louis and his family an engineering company in the wind sector, Nova Wind Ltd, passed in 2008 under the total control group Saras. The output of Franzinelli comes just as the farmer Trent is under investigation for ties with the Mafia.

At the end of the ballet of allowances and charges on land granting municipal wind farm Ulassai, funded by the European Development Fund for a total of 2,900 hectares, remains the Sardeolica. In Budget 2008, the company claims a turnover of 23 million and 800 thousand euros thanks to electricity derived from wind and production to meet the needs of 160,000 families. The City of Ulassai for the grant and collects each year from Sardeolica 761mila euros. The project has created 20 jobs. But families and businesses in the country have no facility power consumption.
 
Since the transverse center-center alliance rejected the landscape plan and two years ago caused the resignation of the governor Renato Soru, the ‘developers’ invest anywhere. Seek agreements directly with municipalities on the hunt for money and jobs or other local governments. So did a few months ago Stefano Rizzi, 48, Genoa resident in Monaco. It is the sole director of a company with capital in Luxembourg, the Is Arenas renewable energies, which would build a platform in front of the wind jewel beach of Is Arenas, near Oristano. Rizzi is also a partner in the province of Bergamo company of the group K. R. Energy in Milan in 2008 in turn merged with the Kaitech spa. According to a question submitted to the House last October by former regional president Mauro Pili (PDL) in the vaults of money the Treasury would move Kaitech former mayor of Palermo Mafia, Vito Ciancimino. The investigation by the Prosecutor of Palermo in 2005. In that year President of the Board of Kaitech is Stephen Camilleri, mayor of Palermo in 1984 and resigned after just 22 days.

Three years ago Italy and our other environmental groups to perceive what is happening: “The accuracy and lack of basic planning rules are characterizing the proliferation of power plants from wind,” is written in the 2007 dossier on Italy “We are witnessing the gradual loss of large spatial values related to landscape, and the decline of democratic norms in small communities under the pressure of economic interests.” An alarm that can now be moved to Sardinia. Where firms willing to give the assault to the wind rarely sardines. Like the Wind Macchiareddu pulled the ball in the investigation fixer Flavio Carboni: Headquarters in Naples and interest in wind projects of the Consortium for the area of industrial development in the area Macchiareddu Cagliari. The shares refer to Francis Azzariti, Cristina La Marca, Angela Leone, entrepreneurs Neapolitan between their activities also have rental boats and pedal boats. And after having dealt with the landfill bells, chasing the wind and financing. From Apulia to Sicily.

Sardinians are not even owners of Geopower Sardinia srl. The company is changing the connotations of red granite from the mountains Buddusò and Ala dei Sardi was formed with 10 000 euros and belongs to the British Falck Renewables Limited, a homonym Milan group. It is one of the projects handled personally by the principals, without the intervention of mediators and ‘developers’ suspicions. Work is still ongoing. In 2007, under President Soru, the region has stopped the site. Counted on the landscape plan which envisaged the construction of wind turbines only in industrial areas or already compromised. Nine months after the Tar gave reason to Geopower, who had obtained all required permissions. So over the cork of Gallura will soon see 69 propellers hundred feet high. Will work to 25 local people and, according to the mayors of two municipalities in favor of the project, providing cheap electricity. Mistral Sardinia and south-west there. But with public aid, the Italian wind farm is also a bargain. That too often blows in the wrong direction: instead of producing clean energy and protect the environment, feeds the economy and dirty power clan.

 

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