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Appello degli editori contro il ddl intercettazioni

maggio 2010

 

Pubblichiamo il testo dell’appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall’AIE contro il disegno di legge sulle intercettazioni.

“Il disegno di legge 1611 contenente le norme in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, dopo essere stato approvato alla Camera e integrato alla Commissione giustizia del Senato sta per essere discusso in Senato.
Così com’è, la legge rischia di compromettere un diritto dei cittadini, tutelato dalla nostra Costituzione: quello di informazione e di critica. Ci riferiamo in particolare alle modifiche alle disposizioni attualmente vigenti in merito alla possibilità di pubblicare una sintesi degli atti giudiziari (che siano intercettazioni o interrogatori o qualunque altro documento) non più coperti da segreto prima della conclusione dell’udienza preliminare.
Inoltre la legge in discussione in Parlamento aggancia il divieto di pubblicazione a un’altra legge esistente (la 231 del 2001) relativa alla responsabilità amministrativa delle imprese per reati commessi dai dipendenti nell’interesse aziendale. Con il risultato di inasprire le sanzioni previste sia per i giornalisti (fino a 20.000 euro) sia per gli editori (fino a 465.000 euro). Editori che vengono spinti ad un controllo preventivo sull’operato di giornalisti e autori, attraverso l’acquisizione preliminare di informazioni rilevanti sulle loro inchieste.
Se la legge fosse approvata, per far solo un esempio, oggi probabilmente l’opinione pubblica italiana nulla saprebbe della vicenda che ha portato alle dimissioni del ministro Scajola…
Riteniamo dunque che il nostro paese corra il rischio di una grave limitazione della libertà di stampa, parte essenziale di uno Stato di diritto liberale e democratico. E questo vale non solo per i giornali ma anche per i libri, che svolgono anche in Italia una funzione essenziale per consentire ai cittadini una scelta democratica libera e consapevole.
Ancor più grave sarebbe poi l’effetto sulla società civile. Come chiarito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, la cronaca giudiziaria è essenziale in democrazia per consentire ai cittadini di verificare il corretto funzionamento della macchina della giustizia. Privati delle informazioni necessarie non potrebbero formarsi una opinione equilibrata sulla legittimità delle azioni intraprese dalla magistratura,come invece nei recenti casi sopra citati la cronaca giudiziaria ha consentito loro di fare”.

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Siddi e Natale: “Del tutto insufficienti le modifiche al ddl Alfano: la cronaca sulle notizie non può mai diventare un reato e quindi oggetto di sanzioni. Conoscere i fatti è un diritto vitale irrinunciabile per una corretta democrazia”
Firmate sul Blog “No all’informazione al guinzaglio”
il documento contro il ddl sulle intercettazioni
26/05/2010
Il Segretario Generale e il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi e Roberto Natale, appresa la notizia della calendarizzazione al Senato del disegno di legge sulle intercettazioni, hanno rilasciato la seguente dichiarazione, durante i lavori del congresso mondiale dei giornalisti, che si sta svolgendo a Cadice in Spagna e che ha manifestato viva preoccupazione sulle notizie provenienti dall’Italia
FIRMATE
BLOG: NO ALL’INFORMAZIONE AL GUINZAGLIO

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 I giornali potranno pubblicare per riassunto il contenuto degli atti di indagine. E magari il Senato potrebbe decidere anche di rendere lecita la pubblicazione per riassunto del contenuto delle intercettazioni. Molti gravi aspetti di questo disegno liberticida resterebbero comunque!

 

 

 

 

Così adesso hanno paura e fanno marcia indietro. Va bene, tanto non è che ci si illudeva di convincerli: questa è gente che fa i suoi calcoli, mica è imbarazzata da principi giuridici o, sia mai, etici. Il problema è restare in sella; e se Fini… Allora va bene, i giornali potranno pubblicare per riassunto gli atti (forse anche il contenuto delle intercettazioni che sempre atti d’indagine sono) dei processi penali; naturalmente quando, nel rispetto dell’articolo 329 del Codice di procedura, siano divenuti pubblici. Stiamocene contenti, è già qualcosa (del resto della legge, di cui non c’è da stare contenti per nulla, parleremo nella prossima puntata). Naturalmente sarà un casino. Si può pubblicare “per riassunto”. E chi lo decide se è un riassunto? Vi ricordate a scuola? “Scrivilo con parole tue”; eh, è una parola. Chi lo deciderà quando la trascrizione di un verbale di interrogatorio e magari, forse, chissà, di un’intercettazione, non virgolettata, senza le pause, i puntini, gli eh, i cioè, i “ma io lo mando a …”, può essere considerata riassunto?

INTERPRETAZIONI. Chi lo deciderà quando il racconto fedele che non ricalca letteralmente l’atto di indagine, può essere considerato riassunto? Proviamo con le intercettazioni di Trani? Ecco l’articolo tipo: “Risulta a questo giornale che Berlusconi ha parlato al telefono con Innocenzi e che questa telefonata è stata intercettata. Eccone il riassunto (procedura conforme alla legge XXX che intendiamo rispettare scrupolosamente): “Berlusconi si è lamentato (utilizzando parole scurrili) con Innocenzi della inefficienza dell’Agcom che non è riuscita a impedire che Annozero si occupasse di processi (Spatuzza e Mills) che non gli piace siano trattati in tv.

INNOCENZI. Ha anche detto che se Agcom non riesce a impedire che Annozero vada in onda è del tutto inutile che ci sia. Poi ha spiegato imperativamente a Innocenzi la tattica da seguire (anche qui utilizzando parole diciamo così popolari): deve esternare pubblicamente il suo dissenso dalla linea di Agcom che si è dimostrata incapace di impedire che Annozero vada in onda; infine gli ha ordinato di riferirgli immediatamente quale strategia intende adottare nell’immediato futuro.

TELEFONATE. In effetti, poco dopo, Innocenzi ha telefonato a Berlusconi e gli ha spiegato cosa ha pensato di fare (ne hanno parlato assai bene, e in forma di riassunto, Antonio Massari e Marco Lillo.  “Un’ammuina ben congegnata tra la Rai e l’Agcom. Funziona così: la Rai scrive una lettera all’Autorità garante nella quale chiede lumi sui rischi di possibili multe per le puntate di Annozero già andate in onda e per quella in programma per giovedì sul caso Mills. L’Agcom risponde con una seconda lettera (la cui bozza è stata predisposta dal segretario generale dell’Agcom Roberto Viola e consegnata in anticipo a Innocenzi che la fa pervenire a Masi) e la Rai – fingendo di esservi costretta suo malgrado – sospende la trasmissione temuta dal Cavaliere.

IL PREMIER. Berlusconi ascolta un po’ scocciato tutte queste complicazioni. Pretende da Calabrò una lettera che dica: non si possono fare le trasmissioni sui processi in corso, come i suoi. E basta”. Bene, che ne dite: è un riassunto? E voi credete che B. se ne starà tranquillo e dirà: trattasi di diritti costituzionali protetti dall’art. 21 della Costituzione ed esercitati legittimamente? Ovviamente no. Ecco qui: stanno per emanare una norma micidiale che alimenterà a dismisura i conflitti magistratura-politica e che non servirà assolutamente a niente ai politici colti con le mani nel sacco (per i quali solo questa legge è stata progettata).

DENUNCE. Pensateci: B&C denunceranno quel tale giornalista e quel tale direttore e quel tale editore perché, facendo finta di pubblicare un riassunto, hanno pubblicato il contenuto esatto (più o meno) del verbale di un interrogatorio, di una consulenza o forse di un’intercettazione; il pm avvierà l’indagine e magari chiederà l’archiviazione “perché trattasi di riassunto, di lecita pubblicazione a norma della legge XXX”.

IPOTESI. Forse il gip gli darà ragione; oppure il pm rinvierà a giudizio e il tribunale assolverà. Apriti cielo: giudici comunisti, pm politicizzati etc etc. Ma possibile che siano così stupidi? Date retta, lasciate tutto così com’è e cercate di comportarvi onestamente; e, se proprio non ci riuscite, passate ai pizzini. O ai piccioni viaggiatori.

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