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Dentro il fratello della moglie di San “Guido”: 160 mila euro…

L’appartamento ai Parioli. Anemone qui realizza lavori di falegnameria nelle case della moglie e della figlia del sottosegretario che paga 20 mila euro

Continuano a spuntare come funghi gli assegni, i contratti e i bonifici imbarazzanti per i familiari del sottosegretario Guido Bertolaso. Dopo i massaggi notturni al circolo, i lavori di “falegnameria” nelle case di famiglia, l’assegno per il progetto della signora, ora spuntano anche i soldi al cognato. L’imprenditore Diego Anemone, arrestato a febbraio con l’accusa di corruzione nell’indagine sui Grandi eventi, e da poco scarcerato, ha pagato Francesco Piermarini, ingegnere e fratello della moglie di Bertolaso. Per vedere chiaro su questi pagamenti, la Guardia di Finanza ha sentito Piermarini. Spulciando la contabilità del gruppo Anemone, secondo quanto risulta al Fatto Quotidiano, sono spuntati due pagamenti. Il primo riguarda i lavori per la preparazione al G8 alla Maddalena e il secondo la caserma dei servizi segreti vicino a San Giovanni, a Roma, al centro delle attenzioni degli investigatori perugini da qualche settimana. Che l’ingegnere Piermarini avesse lavorato alle bonifiche delle aree delle strutture del vertice G8 alla Maddalena, non è una novità. I Carabinieri del Ros, intercettando il suo telefonino nel 2008 avevano già scoperto che alloggiava sull’isola e lavorava all’evento, senza alcun imbarazzo nonostante il cognato fosse il commissario delegato al G8 con pieni poteri. Dai suoi colloqui non era chiaro però, per chi lavorasse…

Ora la Guardia di Finanza ha fatto un passo avanti: Piermarini ha incassato 130 mila euro dalla società Cogecal “riconducibile al gruppo Anemone” secondo i pubblici ministeri. Cogecal era uno dei sette general contractor delle opere e si occupava di bonificare la zona che un tempo era stata una base militare della Nato. L’appalto era di dimensioni notevoli: 28 milioni di euro che si aggiungevano alle altre commesse della Maddalena nelle quali erano entrate le altre società del gruppo Anemone. Il secondo pagamento è più antico e interessante. Si tratta della parcella di 30 mila euro onorata dalla Anemone costruzioni all’ingegner Piermarini per l’attività prestata nella ristrutturazione della caserma Zignani di Roma. Nel luglio del 2004, Anemone costruzioni srl si aggiudica i lavori di «ristrutturazione, adeguamento funzionale e impianti integrati di sicurezza» per l’edificio militare che in parte sarà poi destinato a sede dei servizi segreti. Piermarini ottiene probabilmente una parte della progettazione. L’importo del suo pagamento, come nel caso della Maddalena, è una piccola cosa rispetto alle cifre in ballo. L’Anemone costruzioni otterrà 8 milioni e mezzo di euro ai quali vanno aggiunti altri 3 milioni di euro di lavori assegnati per la stesa caserma alla Tecnocos srl, sempre del gruppo Anemone. Piermarini, sollecitato dal Fatto Quotidiano a offrire una sua versione sia sull’incarico da 130 mila euro che su quello da 30 mila, replica con questa dichiarazione scritta: “Per quanto riguarda la Maddalena, la controparte del mio disciplinare di incarico è la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Mentre per l’altra prestazione non ho altro da aggiungere a quanto già dichiarato precedentemente alla Guardia di Finanza”.

Piermarini, negando di avere avuto un rapporto economico diretto con una società “riferibile al gruppo Anemone” però deve ammettere di avere siglato il suo contratto con una controparte, la Presidenza del Consiglio, che per il G8 alla Maddalena aveva delegato come commissario proprio suo cognato. Il sottosegretario Guido Bertolaso, investito della questione tramite il suo portavoce, ha evitato di commentare l’ennesima vicenda nella quale il suo nome e quello della sua famiglia si ritrova accoppiato a quello degli Anemone. La lista dei rapporti economici tra le due famiglie è impressionante. Mentre il fratello otteneva un incarico da 130 mila euro alla Maddalena, la sorella, Gloria Piermarini (moglie di Guido Bertolaso) si aggiudicava un incarico da 99 mila euro (poi onorato solo per 25 mila euro) per progettare il verde del Salaria Village di Anemone. In quel circolo comprato da una società nella quale all’inizio figurava accanto ad Anemone anche Filippo Balducci, figlio di Angelo, la famiglia Bertolaso era di casa. Guido Bertolaso fruiva delle prestazioni diurne e talvolta anche notturne delle massaggiatrici. La figlia ricorreva alle fisioterapiste per recuperare la mobilità piena dopo un incidente in motorino. Il cognato aveva la tessera platino. Ma Guido Bertolaso si è sempre difeso dicendo: “ho pagato tutto”. La stessa frase usata in conferenza stampa per vantare il pagamento di 20 mila euro ad Anemone per “le tapparelle, il tavolo e gli armadi” della sua  bella casa romana. Che però, purtroppo per lui, non ha tapparelle… Possibile che si ricordi di aver pagato cose che nemmeno ha in casa, o in questo caso fuori casa? Basta guardare la foto qui per capire…

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