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La stampa estera non si lascia imbavagliare

… prossimamente …

Speciale Videocrazcy: “lo stato delle cose in Italia”

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denuncia anche meIl Telegraph: “Superman sfida l’Europa”. L’Economist: “Il raffreddamento con la Santa Sede fu l’inizio della fine del governo Prodi”.  Non basta? Ecco The Independent: “Vuole censurare Videocracy a Venezia”. E poi il New York Times: “Una lotta feroce tra Stato e Chiesa”, un titolo che definisce senza sconti gli ultimi sviluppi dello scontro tra Silvio Berlusconi e il mondo cattolico, culminato nelle dimissioni del direttore dell’Avvenire, Dino Boffo, aggiungendo che “il giornalista italiano è l’ultima vittima” del presidente del Consiglio.

E il New York Times va oltre, affermando che il primo ministro italiano, secondo i suoi critici ma anche secondo i suoi alleati, “sta entrando in acque pericolose, creando una situazione in cui ogni dissenso viene visto come slealtà”; mentre il settimanale britannico Economist – che ieri ha fermato le macchine per aggiornare il pezzo su Boffo – nota che “un simile raffreddamento delle relazioni (tra Chiesa e premier) segnò l’inizio della fine per il precedente governo di centro-sinistra italiano”, quello guidato da Romano Prodi. È presto per scommettere che Berlusconi, abbandonato dal Vaticano, farà la stessa fine, anche perché, come osserva l’Economist, il premier “ha ancora delle carte da giocare” nei suoi rapporti con la Santa Sede. Ma intanto una vicenda cominciata cinque mesi fa con la partecipazione di Berlusconi al compleanno di una aspirante modella 18enne, e con la conseguente decisione di sua moglie Veronica di chiedere il divorzio, appare sempre più ai media stranieri come una seria crisi politica.

Il settimanale fa questa analisi all’interno di un articolo intitolato: “Superman colpisce ancora”, centrato sui crescenti problemi del premier italiano nei suoi rapporti con il mondo cattolico, l’Unione europea e i giornali di opposizione o stranieri.

“Berlusconi cerca di censurare un film sulla sua vita amorosa”, titola invece il quotidiano britannico Independent, riferendo che tuttavia l’iniziativa del premier italiano sembra avere ottenuto un effetto contrario a quello sperato, perché “gli italiani corrono a vedere” il film che il Cavaliere voleva bloccare. In una corrispondenza da Venezia, il giornale londinese ricostruisce la storia di “Videocracy”, il documentario di Erik Gandini che verrà proiettato stamani alla mostra internazionale del cinema, in cui si accusa Berlusconi di avere creato, attraverso il suo impero televisivo, una frivola cultura dei media con “donne mezze nude” e immagini sciovinistiche. L’Independent scrive che il divieto alla messa in onda di un breve spezzone del film sulle reti della Rai, che lo hanno giudicato “offensivo”, e una decisione analoga presa dalle reti di Mediaset, ha causato un soprendente interesse nel documentario, non solo nell’ambito della mostra di Venezia: le richieste delle sale cinematografiche italiane per averne una copia e mostrarlo al pubblico sono raddoppiate, salendo in pochi giorni da 35 a 70, “con centinaia di proiezioni” in più di quelle originariamente previste.

“Il divieto indica il livello di tensione che c’è in Italia riguardo a quello che va in onda in tivù”, dice il regista, intervistato dal quotidiano londinese. “Quello che non appare in tivù non esiste, e all’inizio e4530_1131497016605_1502667978_30320976_6318219_nro spaventato dal divieto, ma il giorno seguente c’è stata una enorme esplosione di interesse su internet, le sale per la proiezione sono raddoppiate e la gente lo diffonde anche su Facebook”. Negli ultimi trent’anni, continua Gandini, “l’Italia è stata inondata dalle tv di Berlusconi, che hanno un sacco di donne seminude e di trivialità. Queste cose vengono presentate come innocue ma è una cultura molto pericolosa. La tivà italiana è molto superficiale e sciovinistica. Nel film io sostengo la tesi che la personalità di Berlusconi viene riflessa dalle sue tivù. Non dico che egli sia il solo responsabile della cultura televisiva dell’Italia di oggi, ma quel che vediamo in tivù è molto vicino a ciò che lui è”.

A un altro aspetto del caso è dedicato un articolo del Daily Telegraph, che titola su “Superman Berlusconi sfida la Ue”, riportando le dichiarazioni dell’altro giorno in cui il premier ha negato di essere “malato”, come aveva indicato per prima sua moglie Veronica annunciando la richieta di divorzio, dicendo: “Basta guardare a quel che ho fatto in 15 mesi di governo per capire che non sono in cattiva salute, sono Superman”.

La frase su Berlusconi “Superman” campeggia sui titoli di vari altri giornali, perfino in Australia e in Asia. Osservando che fa parte di una offensiva che ha messo nel mirino i giornali critici, la Chiesa, l’Unione Europea, il Telegraph chiede il parere di James Wakston, docente di studi politici alla American University di Roma, il quale commenta: “Sono segnali che il premier si sente minacciato. Se uno ha un minimo di buon senso, non attacca la Chiesa in questo paese, perché è un’istituzione molto, molto potente, che esiste da ben più tempo dello stato italiano. Quel che Berlusconi sta facendo sembra il riflesso di una crescente intolleranza a ogni forma di dissenso. Le differenze di opinione fanno parte del processo democratico, ma lui è convinto che, poiché è stato eletto, può fare tutto quello che vuole”.

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In Spagna, El Pais titola sul proseguimento della “campagna d’autunno” di Berlusconi contro la stampa, con la citazione in giudizio contro l’Unità e la richiesta di 3 milioni di euro di risarcimento danni. Lo spagnolo Abc riporta il commento dell’Unità che paragona l’iniziativa “al tentativo di chiudere il nostro giornale durante il fascismo”, mentre el Periodico dell’Extramadura titola sul “pragmatismo osceno” di coloro, come Berlusconi, che hanno fatto visita al colonnello Gheddafi nel quarantennale della sua ascesa al potere in Libia.
E dopo essere stata invitata per una serata in una discoteca parigina a fine luglio, Patrizia D’Addario torna in Francia per essere intervista dal programma “Accés Privé”, presentato da Virginie Guilhaume. “L’escort girl de Berlusconi temoigne” è il titolo della lunga intervista che andrà in onda sabato pomeriggio sul canale privato M6. “Berlusconi era molto affettuoso, mi ha toccata davanti a tutte le ragazze” ricorda la D’Addario a proposito della sua prima serata a Palazzo Grazioli. Oggi la donna confessa all’intervistatrice di “avere paura” e di “sentirsi minacciata” in Italia.

I quotidiani francesi continuano a seguire con attenzione le vicende italiane anche oggi. Le Figaro pubblica un articolo sul tentativo di Berlusconi di “zittire” i portavoce della Ue. “Ancora una volta, Berlusconi si è innervosito” scrive il quotidiano conservatore che cita le contraddizioni sull’immigrazione del governo italiano. Anche Le Monde si occupa delle ultime dichiarazioni del premier sull’Ue, ricordando che “non è la prima volta che attacca Bruxelles”. France Soir sostiene che nelle ultime ore gran parte del “capitale politico di Berlusconi è stato dilapidato” e che l’attacco a Dino Boffo ha provocato uno “tsunami” di reazioni. Il caso Italia finisce anche su molti settimanali. “Challenges” spiega che “la Chiesa ha deciso il divorzio da Silvio Berlusconi”.

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