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Rai. Spot di Berlusconi fa godere la conduttrice. I giornalisti fanno numero

E’ vero che la vergogna non ha limiti. Se li avesse la conferenza stampa del presidente del Consiglio trasmessa dalla Rai, non sarebbe mai andati in onda .Intanto non è stata una conferenza stampa. Di fatto ha parlato solo lui. Ma anche se avessero potuto fare qualche domanda quei tre, chiamiamoli giornalisti ma solo perché risultano iscritti all’Ordine, se ne sarebbero guardati bene da esercitare il loro mestiere.

Forse non lo conoscono o se lo conoscono l’hanno perso per strada. Sono stati ben ammaestrati e sanno che il presidente del Consiglio non gradisce domande. Al massimo si possono fare domande che hanno già la risposta preparata e anno vedere quanto è bravo. Ma la conferenza (stampa) con cui Berlusconi ha chiuso la campagna elettorale ha superato ogni limite e la maggiore responsabilità è di chi aveva il compito di condurre la trasmissione, cioè quella Giuliana Del Bufalo che ha da tempo dimenticato la sua provenienza dall’ultra sinistra, il suo rigore nella difesa della libertà dell’informazione, nel diritto dei giornalisti ad informare. Ieri ha superato se stessa. Intanto, come ormai sempre le accade quando ha davanti il padrone di Mediaset e della Rai ( è come se fosse lui, ci scusi il presidente Garimberti e il direttore generale Masi), non fa altro che allargare la bocca per sorridere. Giuliana di fronte a Silvio si trasforma in un sorriso continuo.

Quando lui picchia sulla sinistra in particolare, quando racconta bugie grandi come case, sembra godere come in un amoroso amplesso. Non ha neppure il coraggio di dire: “ presidente lasci un poi’ di spazio alle domande dei colleghi”. Non solo: si è resa protagonista di uno spot che farebbe arrossire anche un elefante che, come è noto, ha la pelle dura. Invece di spiegare lei, in due battute, come si vota ha chiesto al presidente di illustrare il meccanismo delle preferenze. Il capo non si è fatto pregare. Ha detto che  lui  è il capolista e che quindi tutti devono scrivere il suo nome. Poi, bontà sua, ha ricordato che si possono dare altre due preferenze. Ma meglio di no, basta il suo nome. E’ il sorriso di Giuliana è diventato talmente grande che le ci sarebbe voluta un’altra bocca. Ci  fosse stato un cane a chiedere a “papi” qualcosa sulle persone nude, seminude o giù di lì, un maschio con una erezione evidente, alcune femmine in perizoma, sdraiate su lettini, che frequentano le feste di Villa Certosa. Magari solo per curiosità. Ci mancherebbe altro. Quelli lì sono chiamati a posta per non disturbare il manovratore. Speriamo che il presidente della Rai, Paolo Garimberti, non abbia visto tali oscenità. Come si dice occhio non vede, cuore non sente.  E  così si è in pace, si fa per dire, con se stessi,avendo fatto il proprio dovere. Di non vedere e di non sentire.
Scrive un lettore: la par condicio rrispettata fu: il cavialiere, il magnate, il tycoon, silvio, il capo del pdl, berlusconi, il premier….tutti la stessa visibilità ebbero!

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