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Murdoch, storia di un impero e delle sue donne…

Sempre che sia possibile cambiare uno degli uomini meno incerti e più sicuri di sé del pianeta, Murdoch negli ultimi dieci anni è stato cambiato, o meglio recuperato, dal nuovo matrimonio. La vanità, a cui prima non indulgeva perché scoraggiato dalla timidezza, dal contegnoso ideale di eleganza dell’ex moglie Anna, dalle sue stesse idee sull’esibizionismo consumistico, improvvisamente si palesa. I nuovi completi, ad esempio: ­ «È passato di colpo dall¹essere un tradizionalista a indossare vestiti firmati Prada», dirà sua figlia Prue, costantemente incredula ­ le febbrili sessioni di esercizio fisico, le acconciature. L’impellenza, e secondo alcuni il ridicolo, di tutto ciò è più che evidente.

501Alla News Corp c’è una situazione di straordinario imbarazzo, perché il nuovo look, la nuova gioia di vivere, la nuova sistemazione abitativa – vive temporaneamente al Mercer Hotel di Soho, come una rockstar – sono qualcosa di cui non si può parlare. O quantomeno, di cui non si parla. Nessuno è a suo agio con lui. E per di più lui non lo ammette. I suoi capelli, anche se improvvisamente sono diventati color arancio acceso, non sono un argomento di discussione accettabile (soltanto Prue lo rimprovera).

Eppoi la Cina. È un’altra delle ragioni per cui, all’interno della News Corp. e della famiglia di Murdoch, la nuova moglie Wendi costituisce una minaccia tanto grande: lei rappresenta la Cina. La reale origine di Wendi diventa fonte di attive e bizzarre speculazioni alla News Corp. Da dove viene veramente? A chi risponde in realtà? E com’è possibile che sia tanto amica di Jiang Mianheng, il figlio del presidente cinese Jiang Zemin?

Perfino all¹interno della famiglia Murdoch, la Cina e Wendi insieme rappresentano il pomo della discordia. Nel 1999, Murdoch spedisce suo figlio James, allora ventiseienne, a dirigere la Star Tv. James, nel suo tentativo conscio o inconscio (ma alla fine efficace) di bypassare il fratello, entra in contatto con Wendi. James è il primo vero alleato di Wendi all’interno della famiglia e dell’azienda. Cospirano insieme su come conquistare la Cina (o non farsi conquistare dalla Cina). Perché c’è una crescente consapevolezza (che ha impiegato molto tempo a emergere) che l’avventura cinese della News Corp. è un disastro colossale.

Sembra che Murdoch, accecato dal miraggio cinese, non sia riuscito a rendersi conto dell’incessante insuccesso della sua intrapresa, mentre moglie e figlio avevano uno sguardo di gran lunga più realistico. È semplice: il governo cinese detiene il monopolio delle trasmissioni televisive e vede Murdoch come un concorrente, e pertanto usa tutto il suo potere normativo – che è assoluto – per frustrare i suoi sforzi. Anzi, gli consente di entrare sul mercato solo per sfinirlo e sminuirlo. È un autentico disastro per la News Corp.

James si impegna a spostare il fulcro dell’attività dalla Cina ad altri mercati asiatici. Wendi si impegna a spostare il fulcro dell’attività dai programmi televisivi a qualcosa che la News Corp. non è mai stata molto brava a fare: un tocco più leggero, una maggiore attenzione alle sfumature sociali. È questo che fa Wendi. Il suo fascino, la sua civetteria e la sua schiettezza (o la sua apparente schiettezza) vengono messi al servizio della nuova strategia cinese della News Corp.: partnership. Prima che scoppi la bolla internet, Wendi e James diventano, per conto della News Corp., tra i maggiori investitori dell’internet cinese.

silvio-anni-80Sulla stessa falsariga, la News Corp. rinuncia alla sua storica necessità di controllo e diventa un investitore a sostegno di altri imprenditori. Rupert per cinquant’anni ha fatto tutto da solo, mentre Wendi incontra persone, le mette insieme e le presenta, costruendo una società di reciproca ammirazione molto diversa dallo stile tradizionale della News Corp.
In effetti, la fine degli anni 90 è un periodo relativamente negativo per la News Corp., con l’internetmania in pieno rigoglio e la News Corp. tagliata fuori dal gioco .

Nei primi giorni del 2000, il settore viene scombussolato dalla radicale strategia telematica della Time Warner, la sua fusione con l’Aol. La strategia internet della News Corp., per quel che vale, è rappresentata da Wendi e James. E senza neanche volerlo – considerando il destino della Aol Time Warner – si rivela una strategia ragionevole. Wendi, che alla News Corp. impersonifica sia la Cina che internet, viaggia sulla cresta dell’onda.

Una cresta sgradevolmente e presuntuosamente alta, secondo tantissime persone. Poi, nel marzo del 2000, proprio quando la bolla internet sta per scoppiare e tutto sta per cambiare, riceve una telefonata da Rupert, che le dice che è importantissimo che non riferisca a nessuno quanto le sta per dire: è appena stato dal medico e ha scoperto di avere un cancro alla prostata. Nessuno deve sapere, nemmeno i suoi familiari. Wendi non capisce bene che cosa sia un cancro alla prostata.

L’unica altra persona, tranne i suoi medici, a sapere che Murdoch è malato è il suo amico e finanziatore di vecchia data, Michael Milken, che ha avuto anche lui un cancro alla prostata all’inizio degli anni 90 e che da allora ha investito una fortuna nella ricerca e nella cura della malattia. Milken, su richiesta di Murdoch, alla fine lo spiega a Wendi. E d’improvviso comincia una serie di nomi fittizi e appuntamenti furtivi.

wendy-murdochE poi, in aprile, dopo una visita al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York, c’è una fuga di notizie e la News Corp. è costretta a confezionare in fretta e furia un annuncio che fa colare a picco le azioni della società, con la perdita di 10 miliardi di dollari di capitalizzazione. Murdoch deve affrontare anche la tempesta di telefonate da parte dei figli, a cui non aveva detto niente del cancro.

Milken si incarica della supervisione della cura. Nel giro di breve tempo si trasforma in un gruppo di sostegno di superimprenditori sopravvissuti a un cancro alla prostata (tra di essi il magnate dei media – e attuale capo del governo italiano – Silvio Berlusconi e il leader dell’Intel Andy Grove). Due settimane dopo, anche al sindaco di New York Rudy Giuliani viene diagnosticato un tumore alla prostata. Murdoch all’improvviso si sente in buona compagnia. Vede un problema di pubbliche relazioni: è una lotta sia contro l’apparenza della mortalità che contro la mortalità stessa. Il gioco cambia se pensano che sei mortale. La sua reazione alla cura è ostinata e competitiva. Per quanto esausto, continua ad andare avanti, a mostrare forza, determinazione, normalità: questa è la sua ricetta. Vede se stesso più o meno come un presidente. Gli occhi del mondo sono su di lui, cercano di valutare la sua debolezza. Non solo di capire se ce la farà o no, ma quanto ne uscirà menomato. Diventa stranamente schietto sulla sua malattia. «Mai sentito meglio», dice, alzando il pugno in aria. Il programma è non perdere neanche un giorno di lavoro, rimanere abbronzato e fare una serie di dichiarazioni audaci, che guardano al futuro. È in questo periodo che diventa, o dice di diventare, un convinto fautore delle potenzialità della rete.

Wendi, invece, è isolata, confusa, depressa. Ha trent’anni e deve confrontarsi col problema dei figli, che fino a quel momento sono riusciti a non affrontare mai direttamente. Non sa bene se vuole essere anche lei una figura imprenditoriale, il Murdoch che conquisterà la Cina, oppure fare un passo indietro e fare la madre. L’opzione, racconta cupa alla gente, è «la fecondazione in vitro». «Prima non avevamo pensato a quando fare figli, ma dopo quello che è successo ci siamo detti: “Se vogliamo avere figli, dobbiamo scegliere questa soluzione”», mi racconterà in seguito. Un articolo di John Lippman sulla turpe scalata al potere di Wendi esce per coincidenza proprio mentre la moglie di Murdoch si sta sottoponendo alle procedure per la fecondazione artificiale.

Da un certo punto di vista, tutto questo finisce per diventare il più sfrontato proclama del recupero e rinnovamento di Murdoch. Nove mesi dopo la diagnosi del tumore, nel febbraio del 2001, arriva l’annuncio che Wendi è incinta. Murdoch, a settant’anni, sta per avere il suo quinto figlio (la figlia dell’infermiera che ha seguito Wendi nella fecondazione ottiene un lavoro al New York Post).

È un semplice messaggio sulla vita, sulla fiducia, sulla capacità di cogliere l’attimo, su un uomo ancora capace di procreare. Una certa generosità da parte degli altri proprietari dei grandi media (indubbiamente anche loro spaventati dal tumore alla prostata) lo mette al riparo da critiche del genere «non c’è stupido come un vecchio stupido». Nessuno, intenzionalmente, dà voce a quegli interrogativi che inevitabilmente dovrebbe suscitare il caso di un uomo in cura per un cancro alla prostata che mette al mondo un figlio. Gli vengono risparmiati lo scherno e la pietà, o anche la pura e semplice curiosità, dell¹opinione pubblica.

Da un certo punto di vista, questo evento risolve anche il problema di immagine pubblica che Wendi rappresentava per la News Corp.: la giovane cinese non vuole più conquistare il mondo, vuole fare la mamma. La vita in cui riemerge Murdoch è il frutto, principalmente, del nuovo ruolo di Wendi, che si reinventa come moglie devotissima. Efficientissima moglie yuppie.

La direttrice responsabile del marchio Rupert Murdoch. dice: «Lascio il lavoro per lavorare a casa. Accudire Rupert, darsi da fare in casa, non è retribuito. Lavori in casa, chef, cucinare e pulire la casa!».

15978Nel giro di sette anni partorisce due figli, riarreda (in grande stile) sette case e riorganizza la vita sociale del marito; il tutto incontrando chiunque sia utile incontrare al mondo. Non è semplicemente che sia brava a scovare le celebrità, non è questo il punto centrale. La sua è una straordinaria capacità di tenere a mente tutti i personaggi contemporaneamente (e la maggior parte di questi personaggi sono celebrità).

E anche se sono celebrità, lei li mette tutti sullo stesso piano, in parte per schiettezza e in parte perché sono tantissimi (se hai accesso a tutte le persone famose del pianeta ben presto perdono buona parte della loro aura), e in parte anche perché lei stessa in qualche modo si trova a essere la celebrità più grande di tutti. Tutti vogliono conoscere Wendi, perché è la moglie di Murdoch ma anche perché la sua storia è straordinaria e inverosimile.

Tra i cerchi sovrapposti dentro cui si muove con disinvoltura figurano il bel mondo hollywoodiano, i nuovi protagonisti dell¹imprenditoria high-tech, l’élite imprenditoriale cinese, i capi di Stato internazionali e le mogli di qualunque personaggio importante in ogni parte del mondo (è l’amministratrice delegata del club mondiale delle mogli di uomini famosi), oltre a chiunque conti qualcosa alla News Corp. (il who’s who della News lo conosce molto meglio lei di Murdoch).

Ecco un elenco a caso dei nomi che condiscono qualche ora di conversazione con lei, gente con cui parla, che va a trovare o con cui discute opportunità di affari: Larry Page, Edward Tian, Zhang Ziyi, Sergey e Anne Brin, Tony Blair, David Geffen, Barack Obama, Mark Zuckerberg e Priscilla Chan, Tom Perkins, Tom e Kathy Freston, Graydon Carter, Barry Diller, Michael Bloomberg, John McCain, Anna Wintour, George W. Bush, Mick Jagger, Bono, Christian Louboutin, Diane von Fürstenberg, Natalia (la modella russa), Justin Portman, Brad Pitt, Gordon e Sarah Brown, David Cameron, Pan Shiyi, Robin Li, Jiang Zemin, Jiang Mianheng, Steve Bing, Cherie Blair, Hamilton South, Michelle Obama, Karl Lagerfeld, Mike Milken, Silvio Berlusconi, Richard e Lisa Perry.

Per Murdoch è un cambiamento significativo, strano, forse rivoluzionario. È diventato un membro ufficiale del jet set. Quando gli si cheide delle opinioni politiche di Wendi, risponde che non ne ha, sul serio, che il fatto di essere cresciuta in Cina l’ha resa diffidente verso i politici. Ma è falso. Wendi è profondamente liberal. Si è innamorata proprio di quello che Murdoch non ha mai visto di buon occhio: la gente compiaciuta, l’élite, i raffinati.

Lo ha convinto ad andare a Davos (dove ha organizzato una cena per mogli di leader internazionali e regine e principesse assortite dove lui e Bono hanno fatto da camerieri: Rupert ha servito i bicchierini di vodka nel dopocena) e a Cannes (e sulla barca di Barry Diller in Costa Azzurra). La cosa più strana è che, attraverso i buoni uffici di Wendi, Murdoch sembra trovarsi piuttosto a suo agio a Hollywood. Tramite Wendi, David Geffen, l¹ex dirigente discografico, gay e ultraliberal, è diventato assiduo confidente di Rupert.

Inoltre (e questo è appena visibile a occhio nudo) Wendi inizia a sostituire Rupert come perno dell’attenzione. Lei è lo shock della novità; lui è una figura più spenta. Lei vive la vita. Con intenso godimento. Un esempio: dopo aver conosciuto i creatori di Google, Larry Page e Sergei Brin, li invita al ranch di Murdoch a Carmel, in California. In seguito, cercando di spiegare l’improbabile interazione tra Murdoch e i Google boys – difficile trovare temperamenti e interessi tanto distanti – traccia un ritratto entusiastico della curiosità di Murdoch: «Si interessa tantissimo. Fa sempre domande. Vuole conoscere tutto. Chiede tantissime cose… come… [scoppia a ridere] “Perché non leggete giornali?”».

È Wendi ora il centro del centro. Ogni email fuori orario per Rupert Murdoch che ha a che fare con la scalata al Wall Street Journal passa attraverso di lei. Perché suo marito ancora non usa la posta elettronica.

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Categorie:Uncategorized
  1. stelu59
    17 marzo 2009 alle 19:42

    Beh, ogni uomo è quello che è capace di essere e quello che è capace di vedere e capire.

    Non credo che siano due persone così lontane per aspettative ed ambizione: esiste obiettivamente una grande differenza di età che si estrinseca nei mezzi e nelle modalità di informazione.

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