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Balletto Raiset

Dejia vu: nel 2004, dopo che Enrico Mentana era stato “rimosso” dal Tg5 (parole sue), Mentana stesso aveva difeso la scelta di restare come direttore editoriale annunciando di voler combattere dall’interno una battaglia “di sensibilizzazione dell’azienda sui temi dell’informazione”.

E pensare che in quell’occasione aveva citato un caso increscioso: le dimissioni di Toni Capuozzo da responsabile del settimanale “Terra” per via della mancata messa in onda di un suo speciale sull’anniversario di Nassiriyah: lo speciale “non aveva trovato spazio tra il Grande fratello e il film pensato come controprogramma dell’Isola dei famosi”, spiegava Mentana.

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Enrico Mentana

E ieri ha scritto una lettera a Libero (in edicola oggi) in cui racconta che, dopo le dimissioni da direttore editoriale, il direttore del personale l’ha chiamato per preannunciare “che l’azienda riteneva concluso il rapporto di lavoro”. E spiega: “La mia qualifica contrattuale è di direttore ad personam…la qualifica editoriale non ha alcun contatto con il ruolo operativo di conduttore di Matrix. Ma se Mediaset vuol cacciarmi comunque, che lo faccia”. B asta che non si nasconda dietro i cavilli. I soldi non sono un problema, la forma sì. E anche la sorte di chi sta lavorando con me al programma, e ha appreso della sua sospensione da una lettera di due righe. Io credo francamente di aver dimostrato più attaccamento all’azienda e al suo ruolo nell’informazione televisiva di molti imboscati che in queste ore sono tornati in pista inorriditi per il mio crimen laesae maiestatis.

Non so se ho sbagliato, in tutta onestà non lo credo. So che tante cose non sono vere, come hai desunto dal mio racconto. Non ho chiesto di andare in onda in prima serata lunedì al posto del Grande Fratello, né ho mai contestato la messa in onda del programma. Non ho certo nulla contro quella trasmissione, alla quale ho dedicato diverse puntate di Matrix.

Non sono inquadrabile tra gli adepti della tv del dolore, né mi sono accanito con trasmissioni su trasmissioni intorno al caso di Eluana: anzi, negli oltre tre anni di vita di Matrix me ne sono occupato una sola volta, venerdì scorso, quando la vicenda era diventata un affare di Stato per lo scontro tra governo e Quirinale. Ma soprattutto: ho un ruolo di responsabilità nell’informazione di Canale 5 dall’autunno del 1991, quasi diciott’anni, e forse ho maturato qualche esperienza su come va gestita una situazione eccezionale o d’emergenza sulla principale rete commerciale del Paese, anche in prima serata. Puntualissima, fin troppo, la replica del direttore generale informazione Mediaset, Mauro Crippa : Quella di Enrico è una ricostruzione sostanzialmente vera, ma certamente parziale. D’altronde mentre lui si occupava solo di Canale 5, io quella sera ho tenuto conto dell’insieme delle tre reti. Resta il fatto che si può dissentire da una scelta editoriale che, peraltro, si è dimostrata lungimirante, ma questo non ha nulla a che vedere con una sconfessione pubblica e radicale, accompagnata da una dissociazione a mezzo stampa e culminata con le dimissioni.

Sarà un modo per prendere tempo e vedere che cosa fa l’azienda? Sarà la smentita definitiva dell’eventuale fuga a Sky? Sarà un silenziatore messo alla voce: Mentana alla Rai? Sia come sia, un fatto è certo: ogni volta che un movimento di Mentana si profila all’orizzonte, un effetto Mentana si propaga nei Palazzi: se Mentana se ne va, dove va? E se va di qua, chi va di là?

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MatriXXX: il cerotto è sulla bocca…

Intanto si fa remota – e qui Mentana non c’entra – la riconferma di Claudio Petruccioli alla presidenza Rai. Lo voleva fortemente una parte del Pd e il gruppo Espresso. Niente da fare: Pietro Calabrese, ex direttore di Panorama, resta favorito. Favoritissimo, per la carica di direttore generale, rimane pure Mauro Masi, segretario generale alla presidenza del Consiglio. Alla questione Mentana,  si aggiunge il caso Mazza. Dopo 7 anni il direttore del Tg2 non ha nessuna intenzione di restare alla guida del telegiornale della seconda rete di Saxa Rubra. A prescindere se andrà al Tg1 (poco probabile) o quant’altro. Confidandosi con alcuni amici, Mazza avrebbe detto che difficilmente sceglierà di rimanere al Tg2, aggiungendo una frase lapidaria: «Se qualcuno pensa che io possa rimanere qua, e lui buttare la chiave, si sbaglia di grosso».

Ed ecco che “l’effetto Mentana” pone un dubbio: il probabile arrivo in Rai di Masi, vicino a Clemente Mimun, direttore del Tg5, aveva rafforzato la già circolante ipotesi di un ritorno di Mimun in Rai (una volta risolti i dissidi tecnici tra Rai e Mimun e sempre che Mimun fosse disposto a tornare in una Rai in crisi economica). Ma ora che Mimun ha fatto da mediatore tra Mentana e Mediaset, l’ipotesi s’è fatta fumosa quanto e più della sorte del Tg1.

Al Tg1 orfano di Gianni Riotta (che torna in America o va a dirigere la Stampa, ma solo se Giulio Anselmi va a Repubblica al posto di Ezio Mauro) doveva infatti arrivare Maurizio Belpietro, direttore di Panorama, o Pierluigi Battista, vicedirettore del Corsera. Ma ora qualcuno dice che, ove volasse in Rai, Mentana stesso potrebbe aspirare all’ammiraglia (tg o direzione rete), e che Belpietro, già a Mediaset in fascia mattutina, potrebbe essere spostato nella zona serale che fu di Mentana (sempre che a Matrix, ora sospesa, non vada Piero Chiambretti).

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Enrico RED Mentina

Tornando sulla questione Mentana, ecco invece il parere di Emilio Fede: “La prossima volta potrei essere io ad arrabbiarmi, ma con il cavolo che mi dimetto”. Il direttore del Tg4 commenta con una battuta la decisione di Enrico Mentana di dimettersi da direttore editoriale di Mediaset dopo che Matrix non e’ andato in onda la sera della morte di Eluana Englaro. “Forse Enrico -ha aggiunto Fede- invece che dimettersi doveva rimettere il mandato all’azienda, e magari l’azienda avrebbe respinto queste dimissioni”. Il direttore del Tg4 ha incontrato oggi i giornalisti per presentare ‘Password’, il suo nuovo programma che andra’ in onda da lunedi’ su Rete4.

Fede ha poi definito Mediaset “come una famiglia, con i suoi pregi e anche i suoi difetti. Poi le cose vanno avanti, il Tg4 continuera’ anche nel caso io non dovessi essere piu’ il direttore e magari lo fara’ seguendo l’impronta che io ho dato”. Fede ha poi parlato di come i media hanno trattato il ‘caso Englaro’ affermando
“che forse se ne e’ parlato troppo, quella sera qualcuno voleva la morte a reti unificate, mi pare esagerato”

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