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RAIset, inciucio contro Sky

Qualcuno dirà che la storia era nell’aria. Verissimo, ci viene voglia di rispondergli sarcastici: era nell’aria, ovvero tanto nell’aria che finì anche nelle intercettazioni di Saccà al telefono con Urbani, mentre discettando del futuro scenario televisivo italiano, prevedevano un punto di non ritorno per il mercato italiano. In effetti, e non ci volevano le competenze di Saccà, qualunque esse fossero, per arrivare a delineare l’odierno scenario. Da un anno Sky ha, a detta di molti, raggiunto una massa critica oltre la quale non riesce ad andare. Il pubblico di nicchia e quello che vuole un’offerta senza limiti sa, da sempre, che solo Sky può vantare qualità e offerta variegata senza limiti. Centinaia di canali, tematici e verticali, per una formula diversificata oltre ogni immaginazione. E’ il marchio di fabbrica del gruppo, che nel settore della pay-tv c’è da sempre. Ma quando raggiungi la massa critica, insistere con le offerte commerciali non basta e forse è anche (per certi limiti) deleterio. Quando arrivi al punto critico, devi diversificare. Saccà al telefono con Urbani, inconsapevole di essere ascoltato anche da altre orecchie, si accordava con l’ex Ministro dei Beni Culturali di come meglio consigliare Berlusconi. Sky sta già cantierizzando le fiction, avvertiva Saccà. E Berlusconi si sentiva le mani sempre più legate, stando in quel momento all’opposizione. Più che preoccuparsi di Sky, aveva in mente come fare amicizia con Tex Willer (alias Willer Bordon): un contratto per la moglie attrice di fiction, e forse un senatore in meno per il traballante governo Prodi. Poi arrivò il ciclone Mastella, e Berlusconi non credette ai suoi occhi: l’impossibile stava diventando realtà. Il miracolo era arrivato a lui che si era sempre professato agnostico…

Ora che è saldamente al comando del suo governo da 10 mesi, la Berlusconi dinasty non poteva non trovare il tempo per curare gli affari di famiglia nel modo più innovativo possibile. Una società offshore tra Rai e Mediaset (tanto Rai fa quello che il governo chiede) per una piattaforma satellitare dove saranno in esclusiva e non sempre in chiaro tutti i canali Rai (Rai1, Rai2, Rai3, Rai4, RaiSport, RaiNews24, RaiEdu, ecc) più tutti quelli Mediaset,  ovviamente con la loro nuova generazione di contenuti Premium a pagamento. Duplice lo scopo. Da una parte assicurare totale copertura a mezzo satellite ad un digitale terrestre di suo abbastanza capriccioso, con zone d’ombra insidiose che a volte lasciano senza programmi centinaia e centinaia di utenti (il caso Sardegna, dove recentemente sono stati spenti tutti i ripetitori analogici, ha dato frequenti grattacapi), dall’altra depotenziare l’attrattiva dell’offerta di Sky, visto che dal prossimo autunno nei piani di Rai e Mediaset c’è il desiderio di non far più comparire tra le possibilità di zapping del ricevitore di Sky questi canali. L’abbonato Sky, per vedere Rai e Mediaset, dovrà utilizzare o il decoder terrestre o un altro impianto satellitare con annesso decoder dedicato… Obbligando pertanto gli italiani a dover giocoforza tenere tra le mani un telecomando in più, anche per vedere il solito telegiornale…

La risposta di Sky ha oggi molte faccie, anche se è chiaro a tutti che oggi la concorrenza tra Sky e, sopratutto, Mediaset, è accessissima (per dirla con un minimo di bon ton). Da una parte quindi Sky risponderà come nel suo DNA: investendo su un prodotto di qualità, ma destinato ad un pubblico molto più ampio di quanto pianificato in passato. Se prima la tv commerciale e Rai potevano dire di avere dei settori in esclusiva, ora il confine si è spostato: merito di Sky, quindi, quello di averlo sospinto verso le tv di impostazione generalista, come una volta si definivano RAI e Mediaset dagli addeti del settore. Una ricca iniezione di volti noti sarà la prima e più visibile mossa. Fiorello e Lorella Cuccarini hanno già fatto il grande salto, così come il Mago Forest e Giovanni Cacioppo, mentre l´attore Fabrizio Bentivoglio sarà il protagonista della prossima produzione seriale “L´ombra di Satana”. Fabio Volo e Luciana Litizzetto sembra siano in procinto di farlo. Fazio nicchia, per il momento. Un´intera pattuglia di comici legati a uno dei maggiori programmi di Canale 5, Zelig, è comunque già al lavoro per un progetto che coinvolge tra gli altri Ficarra e Picone, Dado, Dario Cassini, Rocco Barbaro e un´altra mezza dozzina di personaggi. Tutti in corsa verso Sky, lasciando i lidi conosciuti e forse troppo affollati di Rai e Mediaset. E c´è chi parla persino di Adriano Celentano, che con Sky ha costruito un ottimo rapporto in occasione del restauro di “Yuppi Du”, trasmesso proprio dalla tv satellitare. Sarebbe il colpo più grande per arricchire un´offerta che in primavera crescerà di altri dieci canali, tra i quali uno in alta definizione per i telefilm e di nuove offerte per i bambini e un canale dedicato alla salute. Una campagna acquisti aggressiva, frutto della guerra in corso tra il vecchio duopolio Rai e Mediaset e la nuova realtà satellitare. Una campagna acquisti che continuerà, perché «Sky non ha mai smesso di investire: nuovi canali, nuovi diritti, nuovi progetti, è nel nostro Dna. La campagna acquisti non si è mai fermata, fin dal primo giorno, non stiamo cambiando linea oggi», ha dichiarato il Vicepresidente di Sky Italia Andrea Scrosati. Di certo, la fuga di tali stelle è uno dei segni più evidenti ad indicare che il vecchio duopolio sul quale si è costruito e stabilizzato il sistema televisivo italiano traballa oramai vistosamente. Una bella scossa al sistema anche per i pubblicitari, non c’è dubbio alcuno…

Certamente la “pax televisiva” sancita dalla legge Mammì del 1990 è davvero finita, solo che oggi scopriamo che la guerra non è tra i due vecchi contendenti, Rai e Mediaset, ma con il “terzo incomodo”, con la tv satellitare di Rupert Murdoch, Sky Italia. La posta in gioco è la vita stessa delle tv di Berlusconi, la permanenza di un dominio sul mercato tv che fa comodo, in qualche modo, anche alla Rai. Che con l´arrivo di Sky la situazione sia cambiata lo dicono i numeri. Nel 2003, quando Sky Italia nacque dalle ceneri di Tele+ e Stream, Mediaset era in testa agli ascolti, con il 44.29% del totale, la Rai conquistava il 43%, La7 il 2.43%, le stime davano il satellite attorno al 2%. I dati del 2008 dicono che la Rai è scesa al 41.86% e Mediaset è andata ancora peggio, arrivando al 40%. Sky è invece al 9.27%.

Per vincere o almeno tentare nel miglior modo, Berlusconi Silvio. deve portare alla direzione generale di viale Mazzini un suo uomo. Questo sarà essenziale per mettere Berlusconi Piersilvio nelle migliori condizioni per competere. Unendo l’azienda di famiglia al nemico di sempre (o a quel che ne resta dopo anni di bilanci disastrosi e perdite di audience), per un’unica strategia commerciale. Rai inoltre sa che questo vuol dire altri soldi pubblici per lei e non si tirerà certo indietro. Sola Mediaset perderebbe di certo, insieme a Rai le possibilità aumentano. Il conflitto di interessi e rendite da posizione dominante, così come le scorrettezze commerciali, sono da oggi bandite dal codice etico, forse anche dal vocabolario. D’altronde già con la vicenda Alitalia, anche Authority e Antitrust avevano supinamente abbassato il capo.

In attesa di sviluppi, iniziate a introdurre l’argomento in famiglia: di certo servirà un bel po’ di spazio in più sotto lo schermo tv, come sul sofà per un altro telecomando…

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