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Conflitto di interessi evidente, quindi … praticamente tollerato!

Ci scrivono i nostri lettori. Domande a cui rispondere, certe volte, non è davvero facile… sebbene spesso si intuiscano pienamente quanto siano profonde e condivisibili le loro buone ragioni. Sul conflitto di interessi, oramai relegato al rango di dissertazioni eno-gastronomiche, riceviamo molti spunti. Sono gocce contro l’oceano, perchè questa è una vergona italiana a cui ci stiamo abituando inconsapevolmente…

Gabriele, nome scelto a caso per tutelare il suo futuro di uomo libero e critico, ci scrive e con un sottile filo di speranza, ci chiede numi… A noi è sembrato vederlo, nel momento in cui chiudeva la sua email e l’affidava al postino virtuale, che dal suo schermo la recapitava a noi dopo pochi minuti… Gabriele ci chiede, basito: “nella situazione drammatica dell’Italia per l’economia e, ora, per la sicurezza, cosa fa il nostro presidente del Consiglio: si occupa di Kaka, di Fiorello (cioè, come sempre,  degli affaracci suoi) e udite, udite, della campagna elettorale in Sardegna, vero dominus delle sue giornate per contrastare ventre a terra e con tutti i mezzi l’astro nascente Soru. E questo è solo l’inizio della legislatura, perchè il resto già lo conosciamo: alla fine, forse, si occuperà solo ed esclusivamente di gnocca?”

Sono quelle cose, cari lettori, che gettano sconforto e tolgono il fiato, al bowling uno strike fatto da un nostro avversario alle prime armi ci avrebbe causato meno dolore… Non abbiamo risposte… Una vergonga italiana diventata giorno dopo giorno… invisibile.  Anche i recentissimi fatti di cronaca sono oramai testimonianza senza se e senza ma di una agghiacciante normalizzazione… Ma è davvero possibile finisca così? 

Berlusconi incontra Fiorello: ‘Che ci vai a fare a Sky?’

ROMA – Un incontro durato oltre mezz’ora. Fiorello è stato ospite di Berlusconi a Palazzo Grazioli, e alla fine del colloquio scherza con i giornalisti: “Vi ho detto, sono venuto da mio suocero, sta bene”. poi, senza perdere l’ironia, ammette di aver incontrato il Cavaliere. “E’ stata una visita a un vecchio datore di lavoro. Mi ha chiesto – ha precisato Fiorello – se, quando a giugno Kakà andrà al Real, io sarò pronto a sostituirlo”.

Lo showman racconta scherzando delle chiacchiere fatte con il presidente del Consiglio, e ammette che “si è parlato della situazione della Tv in generale”, non senza accennare al suo contratto con Sky. “Ridendo e scherzando – ha detto Fiorello – mi ha detto ‘che ci vai a fare a Sky? Passi al nemico’”.

Inevitabile tra i due una gag sullo smemorato di Cologno: a farla però è stato Berlusconi. “E’ stato lui che ha fatto una battuta – ha raccontato Fiorello – e mi ha detto ‘ricordati che io ho una memoria di ferro'”.
Lo spettacolo di Fiorello che sarà trasmesso da Sky – ha poi aggiunto lo stessi showman -inizierà il primo aprile: “Sarà ripreso da Sky e poi mandato in onda”.
Il comico-imitatore, a chi gli chiede dei rapporti con la Rai, spiega di “non aver mai avuto contratti” con viale Mazzini. Quanto allo stop della celebre trasmissione con Baldini su Radio Due, Fiorello spiega: “E’ fisiologico, dopo otto anni di radio bisogna fermarsi” ma lascia intendere che la trasmissione potrebbe riprendere l’anno prossimo.

Berlusconi incontra Galliani: ‘E’ il giorno decisivo per Kaka’

ARCORE – ore 15:10, concluso l’incontro tra Berlusconi e Galliani.
Adriano Galliani ha infatti lasciato alle 15,00 villa San Martino dove ha incontrato il Premier Silvio Berlusconi per fare il punto sulla trattativa con il club inglese per la cessione di Kakà. L’incontro con il patron del Milan è durato circa un’ora e mezzo. Kakà è invece ancora con il padre Bosco nella sua casa nel centro di Milano.

 

Andrea Casamassima aveva portato il Premier in tribunale per le dichiarazioni fatte a “Porta a Porta” scaturite nel contratto con gli italiani

MILANO – «Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi nel “Contratto con gli italiani” non hanno valore contrattuale». Con questa motivazione il Tribunale civile di Milano ha dato torto a un cittadino che aveva citato in giudizio il premier per mancato mantenimento di promesse elettorali.

La singolare causa era stata avviata da Andrea Casamassima, che accusava Berlusconi di aver fatto dichiarazioni non rispettate nel corso della trasmissione «Porta a Porta» dell’8 maggio 2001. In quella occasione, Berlusconi aveva dato lettura del «Contratto con gli italiani», in cui si impegnava a non ripresentare la propria candidatura se al termine dei cinque anni di governo non fossero stati raggiunti i traguardi enunciati. Malgrado tali promesse non fossero state realizzate, Berlusconi sarebbe rimasto in lizza nelle successive elezioni politiche. Da qui una richiesta di risarcimento simbolico formulata nella misura di 5 mila euro. Richiesta però resopinta dalla prima sezione del Tribunale civile, secondo la quale – come detto – quelle dichiarazioni non potevano avere valore contrattuale. Per effetto di questa decisione, il promotore della causa è stato condannato a pagare 500 euro al presidente del Consiglio oltre alle spese di giudizio fissate in 7.551 euro

”.

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