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MURDOCH-BERLUSCONI: é guerra!

Il giorno 9 gennaio atterrano con un volo ‘no commercial’ a Milano il 78enne Rupert Murdoch e il 36enne figlio James, rispettivamente presidente di News Corp. e presidente di Sky Italia. Scopo del viaggio: incontrare il top management di Sky Italia, a partire dall’AD Tom Mockridge, accompagnato da sei dirigenti che occupano le poltrone del vertice italico. All’ordine del giorno: affrontare lo scontro in atto fra l’azienda e il governo nella persona di Berlusconi sulla vicenda Iva (dal 10% portata al 20) che Murdoch ritiene essere una delle prime mosse per azzoppare e interrompere la crescita di Sky (al terzo polo, con media di ascolto del 10%, a livello di Rai3, Italia Uno e sorpassando Rete4 e triplicando La7).

Un alt alla Sky-mania che ha colpito 4 milioni e 700 mila abbonati da parte del Biscione è stato il raddoppio dell’Iva, a seguire la porno-tax (prelievo fiscale sugli utili che le aziende ottengono dalla trasmissione di spettacoli dai contenuti hard), ed ora in ballo c’è la grande partita dei diritti sportivi, in modo particolare le partite di calcio. Che rappresentano mezzo polmone di Sky, l’altro è occupato dal cinema e dai programma degli adolescenti. Ora il prossimo campo di battaglia vedrà da una parte la Lega Calcio, capitana dal berlusconissimo Adriano Galliani, che mira a spacchettare il potere pallonaro di Sky per il campionato 2009/10.

Visto lo stato dell’arte, l’ordine impartito dallo Squalo ai suoi manager è stato il seguente: basta, si va all’attacco del Biscione. E giunta l’ora di rispondere in maniera molto dura alle provocazioni di Berlusconi e del suo governo.

Quella che appariva inizialmente come una mossa autonoma del management italico di Sky in realtà non era altro che la prima delle risposte che Murdoch che aveva già impartito prima di Natale da New York ed ora definisce meglio dagli uffici di Milano, nei quasi ex possedimenti di Zunino a Santa Giulia, ordinando quindi “azioni commerciali” molto aggressive e mosse politiche contro il Boss di Arcore (pacchetti-offerta molto scontati, ampliamento del numero dei canali, rafforzamento del rapporto con altri partner, in primis Rcs – già stampa e distribuisce e cura la raccolta pubblicitaria del magazine “Sky Life” – ed il 26 gennaio decollerà il nuovo canale “Lei”, dedicato a tutto ciò che è femminile in sinergie con le varie testate Rcs, da “Novella” a “Io Donna”, passando per “Amica”).

Infatti, dopo l’interruzione degli spot tv lanciati contro il governo prima di Natale e dopo la prima lettera personale inviata da Rupert a Silvio il 15 dicembre nella quale lo Squalo s’incazzava per l’aumento Iva e per il trattamento subito da un’azienda straniera che dà così tanto lavoro in Italia, era iniziata una silenziosa e diplomatica iniziativa condotta da “ambasciatori di fiducia” (leggi Tarak Ben Ammar) che Murdoch credeva potessero portare ad una mediazione.

E così nei giorni scorsi si erano visti spuntare in Commissione Finanza alla Camera, alcuni emendamenti che tendevano ad una soluzione realistica di mediazione, cioè la proroga di un anno dell’applicazione del 20% Iva, lasciando tutti contenti: il governo avrebbe mantenuto il principio della allineamento in alto dell’Iva secondo le presunte disposizioni comunitarie, Berlusconi avrebbe fatto la figura del vecchio amico che non si dimentica mai e Sky avrebbe avuto il tempo necessario per allineare le proprie politiche commerciali.

Non basta. A questo si aggiunga l’incazzatura di Murdoch a distanza di un mese di non aver ricevuto mai risposta, né per iscritto né telefonica, alla lettera inviata Silvio, malgrado i buoni rapporti del passato (la trattativa della cessione Mediaset che saltò per l’opposizione di Marina e Piersilvio) e i consigli dei “Tarak di fiducia” di cui sopra. E il blitz meneghino dello Squalo dura lo spazio di 24 ore, evitando di incontrare qualsiasi rappresentante della politica italiana, e ripartendo immediatamente per l’Australia.

Conclusione. Venerdì notte 9 gennaio, malgrado le mediazioni e le mezze parole di disponibilità d Berlusconi, il centrodestra compatto ha bocciato in Commissione l’emendamento provocando la reazione immediata di Sky che ha preparato ‘un’azione di comunicazione’ indirizzata all’intero Parlamento (qui di fianco il testo integrale della lettera inviata ai 900 e più onorevoli).

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