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Quotidiani di città vs. sindaci …in difficoltà

Il Sindaco di Firenze, tutti lo sanno, è davvero una brava persona. Eppure, insidiato da una perniciosa seguenza di articoli su Repubblica, è arrivato al gesto plateale più alto per un amministratore della cosa pubblica: incatenarsi! Per dire basta al linciaggio preventivo, quando si sceglie si portano avanti anche responsabilità che restano personali. Ovviamente. se sono per il bene della città, tutto questo si vede ben presto. E da tifodo della Fiorentina calcio, Dominici si è speso per il nuovo stadio come avrebbe fatto ogni primo cittadino tifoso della omonima squadra.

Il caso napoletano, invece, è davvero un’altro paio di maniche. Non si azzardi nessuno a fare comparazioni, qui c’è già stata una chiamata a Roma dal numero uno del partito per un incontro ristretto che doveva essere chiarificatore e al tempo stesso ultimativo. Sia per Bassolino, il sempre meno tranquillo governatore della Campania, sia per la Iervolino, sindaco della celeberrima città partenopea.

Uno scontro che non ha precedenti, quello tra la Iervolino e il Mattino. La sindaca rispolvera addirittura il grande Rosi de Le mani sulla città. Per dire che a Napoli ci sono «appetiti per il nuovo piano regolatore che condizionano l’informazione e le opinioni di alcuni organi di stampa», così il 5 dicembre nella lunga intervista rilasciata a Repubblica.
Da quel giorno è un crescendo. Fino a ieri. Quando è il quotidiano napoletano a contrattaccare: «Non sarà certo la Iervolino a intimidirci e a farci deviare dal nostro impegno quotidiano: raccontare ai lettori la verità. E una verità è che il nostro editore, l’ingegnere Francesco Gaetano Caltagirone, non ha mai chiesto né mai chiederà qualcosa al sindaco». Nome, cognome e titolo. È la prima volta. La Iervolino pur alludendo all’editore romano da almeno un anno non l’ha mai fatto.


Finalmente si esce da un’ambiguità. I protagonisti di questa battaglia sono tutti in campo. Ma capire i contorni di questa vicenda è ben più complesso. Insomma non stiamo parlando del sindaco di Firenze Leonardo Domenici che, sentitosi ingiustamente attaccato, si è incatenato davanti alla sede di Repubblica in difesa «della dignità e dell’onorabilità».
«No, non è la stessa cosa – spiega l’economista, nonché editorialista del Mattino, Massimo Lo Cicero – È la prima volta che il sindaco di Napoli entra in così palese contrasto col giornale più grande della città. Neanche Valenzi ci avrebbe mai pensato. Forse lei crede veramente che ci sia un complotto, una delle tante false idee che si è fatta visto che è una frase che ripete da tempo». In privato e in pubblico. Per esempio durante la festa settembrina del Pd. Quando se ne uscì: «Ci sono faccendieri e speculatori intorno al Forum delle culture». In quell’occasione fu il suo assessore con delega alla Cultura, Nicola Oddati a rispondere: «Io faccendieri non ne ho visti». Il risultato? Iervolino e Oddati per un po’ non si sono parlati.
Il pallino dei poteri forti la sindaca ce l’ha. E non si dice un’eresia se si afferma che la Iervolino vi annovera sì Caltagirone, ma anche un suo indiscusso nemico politico, cioé Gianni Lettieri. Che proprio sulle colonne del Mattino chiese in estate la sua testa. «Il suo teorema è: sono ostili nei miei confronti perché vogliono mettere le mani sulla città e sul Piano regolatore. Allora tutti quelli che criticano, me compreso, il Prg di Napoli fanno parte del partito delle mani sulla città».
Un teorema che non regge dunque. «No. La teoria del complotto non regge se non si è capaci di guardare prima dentro se stessi. E poi diciamocela tutta». Diciamocela. «La Iervolino ha due deformazioni classiche del cattolicesimo popolare. È convinta che le forze economiche non siano amiche della società. E non ama le riflessioni sistematiche e generali sulla città, ama solo quelle emotive».
L’economia contro la società e la ragione contro le emozioni. «Ha ragione il mio amico Chiamparino – conclude -, i poteri forti si invitano al tavolo, non si apre una guerra. Viene il sospetto che sia creata ad arte, dal momento che la sindaca mica è Dossetti: alla vita francescana, continua a preferire la politica ».
Ma quali sarebbero questi interessi di Caltagirone su Napoli? Si sa che il costruttore è proprietario della Cementir a Bagnoli. Ma, pare, stia trattando per la vendita dei suoli. «Appunto – prosegue Claudio Velardi -. Si può discutere sullo stile della risposta del Mattino, ma la Iervolino ha detto cose gravi. Prima afferma che non ha inquisiti in giunta, poi fa capire che Caltagirone ha interessi e non coglie un punto che riguarda l’amministrazione concreta di questa città: la giunta non funziona».
Anche l’assessore Velardi considera il Prg partenopeo una specie di gabbia. «Non sono un costruttore – dice -, ma penso ugualmente che il Piano regolatore debba essere cambiato perché non crea sviluppo». E allora, le mani sulla città di chi sono? «È un polverone sollevato per distogliere l’attenzione dalla cattiva amministrazione. Lo dico con affetto, non ce l’ho con la sindaca, ma Napoli è maleamministrata. Tutto il resto, sono chiacchiere di dubbio gusto».

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