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Giustizia senza controllo. L’occasione attesa…

 Il ministro Alfano (e Berlusconi, ovviamente … ) non aspettavano occasione migliore. Così la cosiddetta ‘guerra delle procure’ è divenuta il giorno dopo la sua stessa ricomposizione lo spunto atteso per una riforma da tempo solo immaginata ma mai compiutamente dal governo disegnata. “È il pretesto che la maggioranza e purtroppo una parte dell’opposizione aspettavano per dare il via a riforme indecenti”. Gerardo D’Ambrosio è stato magistrato per 40 anni: giudice istruttore delle stragi nere, coordinatore di Mani pulite, procuratore di Milano. Oggi è senatore del Pd. E boccia senza appello le annunciate riforme berlusconiane della giustizia.

dambrosioLo scontro tra pm di Catanzaro e Salerno ha rilanciato la separazione delle carriere.


“Quel conflitto è un falso pretesto: Berlusconi non ha mai nascosto che l’obiettivo finale è sottoporre i pm al potere esecutivo. Il passo intermedio è l’attacco alla polizia giudiziaria. L’attuale maggioranza progetta da anni di togliere ai magistrati il potere di dirigere le indagini. Così si dimentica la nostra storia. Nell’istruttoria su piazza Fontana abbiamo dimostrato che l’Ufficio affari riservati ci aveva nascosto o distrutto le prove. Ma i depistaggi erano una conseguenza. Se è una forza di polizia, che dipende dal governo, a decidere cosa far sapere e cosa nascondere ai magistrati, allora la giustizia è finita”.

Lei stesso dice la giustizia è allo sfascio.

“Ma le proposte del governo sono ridicole. Gli avvocati in Parlamento sanno benissimo cosa bisognerebbe fare: processi più rapidi, certezza della pena, risarcimenti efficaci. Gli attacchi ai pm servono a distrarre l’opinione pubblica. I cittadini sono vittime dei reati. Cavilli, tempi lunghi e prescrizioni giocano a favore dei colpevoli. Il problema dell’Italia è l’impunità, altro che strapotere dei pm”.

Parte del Pd però cerca il dialogo.

“Purtroppo certe idee, come il doppio Csm o la separazione delle carriere, sono entrate nel circuito con la Bicamerale di D’Alema. È triste vedere che c’è chi dimentica la questione morale per unirsi idealmente a Craxi e Berlusconi. Non si possono fare compromessi sulla giustizia con un premier che ha fatto leggi incostituzionali per fermare i suoi processi e, quando non ce l’ha fatta, ha abolito i suoi reati”.


Anche lei ora è un senatore del Pd.

“Fare il parlamentare oggi è umiliante. Con questo sistema elettorale sono le segreterie dei partiti a scegliere gli eletti. Si governa per decreti decisi in pochi minuti e il parlamento è ridotto a pigiare il bottone. È in crisi la democrazia parlamentare”.Il giro di vite sulle intercettazioni è già pronto: che farà il Pd?
“La criminalità economica è il cancro della società moderna. Io confido nelle convenzioni internazionali che obbligano l’Italia a reprimerla. Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri pare fatto apposta per impedire la scoperta di corruzioni e reati finanziari: in tempi di crisi mondiale, sembra incredibile. In nome di un liberismo esasperato, si è affermata l’ideologia dell’assenza di regole e controlli, di cui tutti ora vedono i risultati. Ma in Italia non si può essere ottimisti”.

 

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